Per buone pratiche si intendono le iniziative e i programmi realizzati da individui, Stati, organizzazioni, imprese e altri soggetti di tutto il mondo per sostenere e individuare soluzioni a lungo termine per le persone apolidi, rifugiate e per le comunità che le ospitano.

Le buone pratiche contribuiscono al raggiungimento degli obiettivi del Global Compact sui rifugiati 

  1. alleggerire la pressione sui Paesi ospitanti; 
  2. rafforzare l’autosufficienza dei rifugiati; 
  3. ampliare l’accesso a soluzioni in Paesi terzi; 
  4. supportare le condizioni nei Paesi d’origine per facilitare i ritorni in sicurezza e dignità,  

hanno il potenziale di essere adattate, replicate e/o ampliate e riflettono, nella loro attuazione, considerazioni relative all’età, al genere e a ulteriori fattori di diversità.

La condivisione di buone pratiche ne permette l’ampliamento e offre la possibilità di replicarle in contesti diversi, estendendone il raggio d’azione. A tal fine, l’UNHCR ha predisposto un database nel quale è possibile registrare e consultare le buone pratiche.  

Numerose buone pratiche italiane, sono già state registrate e sono consultabili qui: il progetto “Mediterraneo” dell’Università Luiss Guido Carli, il progetto CHANGE del Jesuit Refugee Service, la Guida per la “Mitigazione del rischio di violenza di genere e meccanismi di protezione dei minori nel sistema di accoglienza diffusa” della Protezione Civile, da UNHCR e UNICEF e molte altre.

 

Vuoi condividere una buona pratica? 

Se conosci o sei coinvolto nell’implementazione di un’iniziativa o programma che potrebbe costituire una buona pratica, puoi registrarla nel database affinché, in seguito a un procedimento di verifica del contenuto, sia consultabile sul sistema.

Le istruzioni per la condivisione, un template e il link per il loro caricamento sono disponibili nella pagina dedicata.

Per supporto e maggiori informazioni è possibile rivolgersi a: