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Dati UNHCR evidenziano i rischi specifici del COVID-19 per donne e bambini costretti alla fuga

5 Lug 2021

Uno dei minori non accompagnati che ricevono sostegno presso l'Associazione Solidarietà e Azione (ASA) - un'organizzazione partner dell'UNHCR a Quito, Ecuador. © UNHCR/Santiago Escobar-Jaramillo

L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, pubblica oggi una nuova visualizzazione dati che evidenzia l’impatto devastante della pandemia di COVID-19 sulla sicurezza ed il benessere di donne e bambini costretti alla fuga.

Il settanta per cento di tutte le persone costrette alla fuga nel mondo sono donne e bambini. Anche prima della pandemia, erano più a rischio di violenza di genere (GBV), di matrimonio precoce o di perdere l’opportunità di realizzare il loro potenziale. Ma, dopo circa 18 mesi di crisi, è chiaro che il COVID-19 ha fatto retrocedere di anni i progressi raggiunti in tema di uguaglianza di genere e protezione dell’infanzia.

Tra le questioni evidenziate nella visualizzazione dei dati, COVID aumenta le minacce per donne e bambini in fuga, troviamo:

– Violenza di genere: Nelle situazioni di sfollamento interno, il 96% delle operazioni monitorate dall’UNHCR ha notato che, alla fine del 2020, la violenza di genere rappresentava un rischio grave o estremo.

– Separazione familiare: La separazione dai genitori è stata identificata da UNHCR nel 2020 come il più grande rischio per la protezione dei bambini a livello globale.

– Infanzia interrotta: I bambini costretti alla fuga sono stati particolarmente svantaggiati dalla chiusura delle scuole che ha colpito 1,58 miliardi di bambini e giovani a livello globale nel 2020.

Nonostante le sfide legate alla crisi COVID-19 e le carenze di fondi, l’UNHCR ha continuato a fornire servizi per le donne e i bambini sfollati a rischio, adattandoli secondo le necessità. Per esempio:

– In Libano, mentre i casi urgenti e ad alto rischio di violenza di genere hanno continuato a ricevere sostegno diretto e accesso ai servizi, l’UNHCR ha anche fornito assistenza di emergenza in denaro, sostegno a distanza e consulenza psicosociale per telefono.

– In Bangladesh, nei luoghi in cui le donne sfollate non hanno telefoni cellulari per chiamare i numeri verdi, come a Cox’s Bazar, rifugiati volontari stanno andando porta a porta per condividere con i rifugiati Rohingya informazioni sui servizi disponibili per le sopravvissute alla GBV.

– In Messico, insieme all’UNICEF e all’OIM, l’UNHCR ha sviluppato materiale informativo a misura di bambino sul COVID-19 e ha sostenuto attività ricreative per i bambini durante il blocco.

Per maggiori informazioni, visualizza i dati qui.

 

Per ulteriori informazioni su questo argomento, si prega di contattare:

A Ginevra, Shabia Mantoo, [email protected], +41 79 337 7650

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