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Dichiarazione dei principali responsabili del Comitato Permanente Inter-Agenzie (IASC) sull’Afghanistan

19 Ago 2021

Donne camminano tra tende di fortuna in un campo per sfollati interni nella città di Mazar-e Sharif, nel nord dell'Afghanistan. © UNHCR/Edris Lutfi

Il popolo dell’Afghanistan ha bisogno del nostro sostegno ora più che mai. Le nostre organizzazioni sono impegnate ad aiutarlo e proteggerlo. Resteremo in Afghanistan e continueremo a fornire assistenza.

All’inizio del 2021, metà della popolazione dell’Afghanistan – tra cui più di 4 milioni di donne e quasi 10 milioni di bambini – aveva già bisogno di assistenza umanitaria. Un terzo della popolazione si trovava già a fronteggiare livelli di emergenza di insicurezza alimentare acuta, e più della metà dei bambini sotto i 5 anni era malnutrita.

Questi bisogni sono aumentati repentinamente a causa del conflitto, della siccità e del COVID-19. Dalla fine di maggio, il numero di persone costrette a fuggire all’interno del paese a causa del conflitto e bisognose di aiuti umanitari immediati è più che raddoppiato, raggiungendo le 550.000 unità.

Facciamo eco all’appello del Segretario Generale delle Nazioni Unite affinché tutte le parti (compresi i Talebani) cessino ogni violenza e rispettino il diritto internazionale umanitario e i diritti umani. Devono permettere e facilitare l’accesso sicuro, rapido e senza impedimenti per gli operatori umanitari – personale maschile e femminile – in modo da poter consegnare gli aiuti ai civili in difficoltà ovunque si trovino.

L’operazione umanitaria dipenderà anche dai finanziamenti, dagli spostamenti sia all’interno che attraverso le frontiere dell’Afghanistan, e dall’accesso alle strutture sanitarie. Il ruolo critico delle organizzazioni umanitarie in prima linea deve essere sostenuto.

Tutte le parti devono proteggere i civili e rispettare i diritti e le libertà di tutti. Oggi ribadiamo il nostro impegno a promuovere i diritti di tutte le persone in Afghanistan, comprese le donne e le ragazze. Le importanti conquiste ottenute negli ultimi anni – anche per quanto riguarda l’uguaglianza di genere e l’accesso delle ragazze a un’istruzione di qualità – devono essere preservate. E bisogna fare molto di più per attuare i diritti delle donne e delle ragazze. Continueremo a impegnarci per assicurare che questo accada. I civili devono anche poter cercare sicurezza e protezione, compreso il diritto di chiedere asilo.

Chiediamo ai governi di tenere aperte le frontiere per accogliere i rifugiati afgani che fuggono dalla violenza e dalla persecuzione, e di astenersi dai rimpatri. Non è il momento di abbandonare il popolo afghano. Gli Stati membri devono fornire tutto il sostegno possibile ai cittadini afghani a rischio, anche attraverso una moratoria sui rimpatri. Esortiamo i paesi vicini a garantire la protezione degli afghani che fuggono attraverso i loro confini.

Chiediamo ai donatori di restare fermi nel loro sostegno alle operazioni umanitarie in Afghanistan e di sostenere i mezzi di sostentameno resilienti. La comunità umanitaria ha raggiunto quasi 8 milioni di persone nella prima metà del 2021 con gli aiuti. Finanziamenti tempestivi salvano vite, salvaguardano i mezzi di sostentamento, alleviano le sofferenze e prevengono ulteriori spostamenti di persone. Un totale di 1,3 miliardi di dollari è richiesto per raggiungere quasi 16 milioni di persone con l’assistenza umanitaria in Afghanistan; solo il 37% dei fondi necessari è stato ricevuto, lasciando un deficit di quasi 800 milioni di dollari.

La comunità internazionale ha lavorato per decenni con il popolo dell’Afghanistan per portare progressi. Ora deve continuare a sostenere il popolo dell’Afghanistan per evitare che questi progressi vengano annullati. I finanziamenti umanitari devono essere sostenuti.

Ora, come sempre, rimaniamo impegnati con il popolo dell’Afghanistan e faremo tutto il possibile per rimanere e fornire assistenza, soprattutto alle persone più vulnerabili.

Firmatari:

Sean Callahan, Presidente e Amministratore delegato, Catholic Relief Services (CRS)
Dominic MacSorley, Amministratore delegato, Concern Worldwide
Qu Dongyu, Direttore generale, Food and Agriculture Organization (FAO)
Ignacio Packer, Direttore esecutivo, International Council of Voluntary Agencies (ICVA)
Samuel Worthington, Amministratore delegato, InterAction
António Vitorino, Direttore generale, International Organization for Migration (IOM)
Martin Griffiths, Coordinatore degli aiuti di emergenza e sottosegretario generale per gli affari umanitari (OCHA)
Michelle Bachelet, Alto Commissario per i diritti umani (OHCHR)
Abby Maxman, Presidente, Comitato direttivo per la risposta umanitaria (SCHR), e Presidente e Amministratore delegato, Oxfam America
Cecilia Jimenez-Damary, Relatrice speciale sui diritti umani degli sfollati interni

Achim Steiner, Amministratore, United Nations Development Programme (UNDP)
Natalia Kanem, Direttore esecutivo, United Nations Population Fund (UNFPA)
Filippo Grandi, Alto Commissario per i Rifugiati (UNHCR)
Henrietta H. Fore, Direttore esecutivo, United Nations Children’s Fund (UNICEF)
David Beasley, Direttore esecutivo, World Food Programme (WFP)
Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale, World Health Organization (WHO)

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