L’Alto Commissario Grandi conclude la visita in Siria con l’impegno a mantenere l’assistenza per i più vulnerabili

Filippo Grandi ha riconfermato l’impegno dell’UNHCR ad assicurare assistenza umanitaria di importanza vitale al popolo siriano e ai rifugiati nel Paese a conclusione di una visita di tre giorni in Siria.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati Filippo Grandi fa visita ad una famiglia tornata a casa dopo aver vissuto in esilio per sette anni. © UNHCR/Bassam Diab

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, ha riconfermato l’impegno dell’UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati, ad assicurare assistenza umanitaria di importanza vitale al popolo siriano e ai rifugiati presenti nel Paese, a conclusione di una visita di tre giorni nella Repubblica Araba di Siria, dal 15 al 17 settembre.

“La situazione in Siria continua a essere estremamente difficile e le persone necessitano urgentemente di assistenza”, ha dichiarato Filippo Grandi. “Ho incontrato persone che, dopo essere fuggite, hanno fatto ritorno in aree ancora segnate da numerose criticità. La loro resilienza è disarmante, eppure presentano esigenze umanitarie urgenti: i prezzi dei generei alimentari hanno subito una netta impennata, l’acqua è raramente disponibile, l’elettricità scarseggia ed è difficile trovare lavoro”.

“Le sfide a cui devono far fronte sono state aggravate da una dura recessione economica e dalla pandemia da coronavirus”, ha aggiunto l’Alto Commissario. “L’UNHCR ha assunto l’impegno di continuare ad assicurare assistenza umanitaria a quanti ne hanno maggiore necessità”.

L’UNHCR continua a rafforzare le misure per contrastare e contenere la diffusione del COVID-19 tra la popolazione siriana e quella dei rifugiati e intende mobilitare risorse supplementari da destinare alla risposta nazionale alla pandemia e alla crisi umanitaria. L’Alto Commissario ha incontrato alti funzionari di governo, rappresentanti delle Ong, personale sanitario e famiglie siriane. La visita è avvenuta in seguito a una recente impennata del numero di contagi da COVID-19 registrati nel Paese.

“L’esigenza più pressante è quella di rispondere e fare di più per contrastare la diffusione del virus, assicurando maggiore supporto ai centri per la quarantena, incrementando la capacità di effettuare test e fornendo dispositivi di protezione al personale di pronto intervento e sanitario presso gli ospedali pubblici, le cliniche universitarie e i centri comunitari finanziati dall’UNHCR”, ha dichiarato Filippo Grandi.

Nell’ambito della risposta alla pandemia da COVID-19, l’UNHCR ha fornito dispositivi di protezione a ospedali e cliniche mediche, distribuito farmaci ai rifugiati e allestito aree di quarantena nella regione rurale di Damasco.

L’Alto Commissario ha visitato il centro di quarantena di Dweir dove l’UNHCR e altri attori umanitari hanno rimodernato le strutture sanitarie, riparato le stanze dei pazienti, fornito materiali quali letti, materassi e lenzuola, ed ampliato le capacità per accogliere fino a 3.000 persone.

Filippo Grandi, inoltre, ha visitato la Ghuta orientale nella regione rurale di Damasco, dove persistono urgenti esigenze umanitarie con accesso limitato ad acqua potabile, forniture di elettricità scarse o poco affidabili, accesso limitato all’assistenza sanitaria e prezzi dei beni di base quali cibo, carburante e farmaci in rapido aumento.

L’Alto Commissario ha rilevato come i gravi danni inflitti a case ed edifici siano ancora diffusi dall’ultima visita avvenuta due anni fa, ma le famiglie siriane con cui ha parlato hanno raccontato che la situazione sul piano della sicurezza sta divenendo più stabile e che alcuni sfollati interni siriani hanno fatto ritorno nelle proprie case.

Nella Ghuta orientale, l’Alto Commissario ha visitato anche una scuola riaperta recentemente dopo le misure di confinamento imposte dal COVID-19. Osservando come le lezioni si svolgano con non più di 40 studenti per aula, ha sottolineato quanto sia difficile imporre il distanziamento fisico e assicurare il rispetto di misure di igiene di base come il lavaggio delle mani, date le condizioni generali.

L’Alto Commissario ha concluso la visita incontrando famiglie che hanno fatto ritorno alle proprie case recentemente, dopo anni trascorsi in fuga. L’UNHCR ha assicurato supporto alle famiglie presenti nell’area affinché potessero apportare le piccole riparazioni necessarie a rendere le case sicure e abitabili.

Con la crisi siriana ormai entrata nel decimo anno, 11 milioni di persone nel Paese necessitano di assistenza umanitaria e oltre l’80 per cento di queste vive al di sotto della soglia di povertà. L’instabilità economica aggravata dalla crisi innescata dal coronavirus non ha fatto altro che esacerbare la situazione.

L’UNHCR e i partner umanitari stanno lavorando per aiutare le persone più vulnerabili, ma temono che le risorse diverranno più scarse, dal momento che la pandemia mette a dura prova la salute, la sicurezza e le economie di tutti i Paesi del mondo. Tale situazione evidenzia la necessità di assicurare sostegno internazionale continuo a favore dei siriani che si trovano tanto all’interno quanto al di fuori del Paese, ha concluso Grandi.

 

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