OIM e UNHCR piangono la morte di 27 persone al largo della costa dell'Africa occidentale

Photo © UNHCR/Komi Mensah L’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, e l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, sono profondamente addolorate per la tragica morte di 27 persone al largo della costa dell’Africa occidentale, tra la città mauritana di Nouadhibou e Dakhla, nel Sahara Occidentale. Un unico sopravvissuto è stato portato nella […]

Photo © UNHCR/Komi Mensah
L’OIM, Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, e l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, sono profondamente addolorate per la tragica morte di 27 persone al largo della costa dell’Africa occidentale, tra la città mauritana di Nouadhibou e Dakhla, nel Sahara Occidentale. Un unico sopravvissuto è stato portato nella città di Nouadhibou a seguito di un’operazione di salvataggio da parte della guardia costiera mauritana ieri.
OIM, UNHCR e i partner stanno fornendo assistenza umanitaria, come il supporto medico e psicologico.
“Nonostante le restrizioni di mobilità a causa del COVID 19, i migranti sono ancora costretti a intraprendere viaggi rischiosi”, ha detto il capo della missione dell’OIM Mauritania, Laura Lungarotti.
“Mentre continuiamo a fornire assistenza umanitaria insieme al governo della Mauritania e alla società civile, rimane la necessita’ di procedure prevedibili di salvataggio e di assistenza, a maggior ragione finché le misure di salute pubblica sono in vigore”.
“Queste morti si possono impedire, e si possono evitare”, ha dichiarato Vincent Cochetel, Inviato Speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale. “Dobbiamo agire per colpire i trafficanti che offrono a migranti e rifugiati false promesse di un passaggio sicuro verso l’Europa. Allo stesso tempo, dobbiamo offrire protezione e servizi efficaci alle persone nei Paesi di asilo e di transito per rafforzare la loro inclusione socio-economica e l’integrazione con le comunità di accoglienza, in modo che non sentano la disperazione che li spinge a rischiare la vita in questi viaggi disperati”.
Si ritiene che l’imbarcazione fosse partita da Dakhla, nel Sahara Occidentale, qualche giorno fa e che si stesse dirigendo verso le Isole Canarie prima di riscontrare problemi al motore. Le persone a bordo sono rimaste bloccate in mare e hanno iniziato a soffrire di estrema disidratazione. Provenivano per lo più dall’Africa subsahariana e comprendevano anche dei guineani.
OIM e UNHCR chiedono agli Stati di intensificare gli sforzi per smantellare le reti della tratta di essere umani che prosperano grazie alla disperazione di migranti e rifugiati che cercano di arrivare in Europa, anche attraverso una maggiore cooperazione per identificare, perseguire e sanzionare i responsabili. Questo dovrebbe andare di pari passo con un aumento dei canali sicuri e regolari per l’asilo e la migrazione per fornire alternative credibili alle pericolose traversate in mare.
FINE
Per maggiori informazioni: 
OIM: 
A Ginevra, Safa Msehli, [email protected], +41 79 4035526
A Dakar, Aïssatou Sy, [email protected] +22 1774792141
In Mauritania: [email protected] +222 41 74 82 73
UNHCR:
A Ginevra, Charlie Yaxley, [email protected], +41 795 808 702
In Mauritania, Maria Stavropoulou, [email protected], +222 42782100
A New York, Kathryn Mahoney, [email protected], +1 347 443 7646