CON L’AGGRAVARSI DELLA CRISI IN SUD SUDAN L’ETIOPIA DIVENTA IL PRINCIPALE PAESE AFRICANO DI ACCOGLIENZA DEI RIFUGIATI

L’Etiopia ha superato il Kenya diventando il più grande paese di accoglienza dei rifugiati in Africa; alla fine di luglio, ultima data di cui sono disponibili le cifre, l’Etiopia ospitava infatti 629.718 rifugiati, mentre il Kenya, tuttora uno dei principali paesi di destinazione, accoglie 575.334 rifugiati e richiedenti asilo registrati. […]

L’Etiopia ha superato il Kenya diventando il più grande paese di accoglienza dei rifugiati in Africa; alla fine di luglio, ultima data di cui sono disponibili le cifre, l’Etiopia ospitava infatti 629.718 rifugiati, mentre il Kenya, tuttora uno dei principali paesi di destinazione, accoglie 575.334 rifugiati e richiedenti asilo registrati.
Il fattore principale di questo aumento è il conflitto in Sud Sudan, scoppiato a metà dicembre dello scorso anno, a causa del quale 188mila rifugiati sono arrivati in Etiopia dall’inizio del 2014. Al momento l’Etiopia conta 247mila rifugiati sud-sudanesi – la più numerosa popolazione di rifugiati nel paese, seguita da quella somala (245mila) ed eritrea (99mila). Negli ultimi sette mesi,  circa 15mila eritrei e più di 3.000 somali sono arrivati in Etiopia.
Insieme al governo etiope e ad altri partner, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) fornisce protezione e aiuti umanitari in 23 campi profughi e cinque centri di transito in tutto il paese.
Tre di questi campi e tre aree di transito sono nuovi, essendo stati aperti a inizio anno per gestire il numero crescente di rifugiati in fuga dai combattimenti nel Sud Sudan. Tutti e tre i campi sono al completo e altri due sono in fase di allestimento. In attesa di essere trasferiti nei nuovi campi, più di 18mila rifugiati sono stati sistemati in tre centri temporanei a Pagak, Pamdong e Matar, nella regione occidentale di Gambella.
Tuttavia, le abbondanti precipitazioni delle ultime settimane hanno allagato i tre siti, che si trovano a bassa quota, e il campo di Leitchuor, dove la situazione è particolarmente grave. Circa 10mila rifugiati – più di un quinto della popolazione di Leitchuor, pari a 47.600 persone – sono stati colpiti dalle alluvioni. Molte tende e costruzioni sono sommerse dall’acqua e le latrine sono fuori uso. La situazione desta seri timori per la salute e rischia di pregiudicare i progressi ottenuti nel prevenire malattie di origine idrica. Alcuni rifugiati hanno allestito le tende sulle strade più rialzate del campo.
In vista del perdurare della stagione delle piogge fino a ottobre, l’UNHCR è al lavoro con i propri partner per drenare il più rapidamente possibile l’acqua piovana accumulatasi in un vicino ruscello. Si sta inoltre accelerando l’allestimento del nuovo campo di Nip Nip, a circa tre chilometri da Leitchuor, in grado di ospitare 20mila rifugiati. Nel frattempo, i rifugiati colpiti dalle piogge vengono trasferiti dalla strada a luoghi più asciutti del campo e vengono inviati  nella zona generi di soccorso da distribuire a coloro che nelle alluvioni hanno perso i pochi effetti personali.
La maggior parte della regione di Gambella si trova a bassa quota ed è a rischio di inondazioni. L’UNHCR continua a lavorare con il governo a livello federale e regionale per identificare siti meno proni alle inondazioni.
Ulteriori informazioni
La crisi del Sud Sudan ha provocato massicci spostamenti all’interno del paese e negli stati confinati. Al 14 agosto si calcolavano 1.861 milioni cittadini del Sud Sudan costretti aa abbandonare le proprie case, dei quali 1.287.831 sfollati interni e 576.340 rifugiati nei paesi limitrofi. Il Sud Sudan continua inoltre a ospitare circa 243mila rifugiati, la maggior parte proveniente dal Sudan.