DICHIARAZIONE CONGIUNTA SULLE TRAVERSATE NEL MEDITERRANEO

Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Zeid Ra’ad Al Hussein, Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per le Migrazioni Internazionali e lo Sviluppo Peter Sutherland, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni William Lacy Swing.   Una […]

Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati António Guterres,

Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani Zeid Ra’ad Al Hussein,

Rappresentante Speciale del Segretario Generale dell’ONU per le Migrazioni Internazionali e lo Sviluppo Peter Sutherland,

Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni William Lacy Swing.

 
Una tragedia di proporzioni epiche si sta consumando nel Mediterraneo. Noi, i sottoscritti*, esortiamo con forza i leader europei a mettere al primo posto la vita umana, i diritti e la dignità allorché sono chiamati oggi a trovare un accordo sulla risposta comune alla crisi umanitaria nel Mediterraneo.
L’Unione Europea si fonda su principi fondamentali di umanità, solidarietà e rispetto dei diritti umani. Esortiamo gli Stati membri dell’UE a dar prova della propria leadership morale e politica adottando un piano d’azione globale e lungimirante incentrato su questi valori.
La risposta dell’Unione Europea deve necessariamente andare oltre l’attuale approccio minimalista del Piano in 10 punti in materia di migrazione, annunciato lunedì dall’UE e che si concentra principalmente nel limitare l’arrivo di migranti e rifugiati sulle proprie coste. La risposta dell’UE, come principio fondamentale, dovrebbe basarsi sulla sicurezza, la necessità di protezione e i diritti umani di tutti i migranti e rifugiati. È necessario che i leader dell’Unione Europea guardino oltre la situazione attuale e lavorino a stretto contatto con i paesi d’orgine e di transito, sia per alleviare nell’immediato le sofferenze dei migranti e dei rifugiati, sia per affrontare in maniera organica i vari fattori che spingono queste persone a ricorrere a queste disperate traversate via mare.  Il solo applicazione del  Piano in 10 punti non risolverà il problema della migrazione irregolare, ma potrebbe aumentare i rischi e gli abusi affrontati dai migranti e rifugiati.
Vorremmo inoltre incoraggiare una forte azione collettiva che miri ad aumentare il numero di misure da prendere in considerazione, includendo:

  • Una robusta operazione di ricerca e soccorso guidata dagli Stati, proattiva e adeguatamente finanziata, con urgenza e senza ulteriori ritardi, con una capacità simile a Mare Nostrum e il chiaro obiettivo di salvare vite.
  • La creazione di adeguati canali di migrazione sicura e regolare, anche per lavoratori migranti meno qualificati e persone in cerca di ricongiungimento familiare, e l’accesso alla protezione quando necessario, come aternative sicure al ricorso ai trafficanti.
  • Il fermo impegno ad accogliere un numero sensibilmente più alto di rifugiati, con ulteriori quote di reinsediamento in tutta l’UE, in aggiunta alle attuali, e in misura tale da produrre un impatto concreto, in combinazione con le altre vie legali che consentano ai rifugiati di raggiungere la sicurezza.
  • Rafforzare gli accordi a sostegno di quei paesi che accolgono il maggior numero di arrivi (Italia, Malta e Grecia) e distribuire più equamente in tutta l’Unione Europea la responsabilità nel salvataggio di vite umane e nella protezione di coloro in difficoltà.
  • Combattere la retorica razzista e xenofoba, il cui solo scopo è quello di denigrare i migranti e i rifugiati.

 
 
*Peter Sutherland, Rappresentante speciale del Segretario generale dell’ONU per le Migrazioni Internazionali e lo Sviluppo; António Guterres, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati; William L. Swing, Direttore Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni; Zeid Ra’ad Al Hussein, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.