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L’UNHCR e i suoi partner chiedono supporto urgente per sostenere i rifugiati provenienti dall’Ucraina e i Paesi ospitanti

26 Apr 2022

Kateryna Koval e la figlia Victoria in un centro di assistenza in denaro dell'UNHCR per i rifugiati dall'Ucraina a Varsavia, Polonia. © UNHCR/Maciej Moskwa

In risposta alla crescente crisi dei rifugiati dall’Ucraina, l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, e i suoi partner umanitari fanno appello a un maggiore sostegno finanziario per aiutare i rifugiati e i Paesi confinanti che li stanno generosamente ospitando.

Ieri, tramite il lancio del Piano Regionale di Risposta ai Rifugiati (RRP) aggiornato per la situazione ucraina, l’UNHCR e i propri partner hanno fatto una richiesta per 1,85 miliardi di dollari statunitensi per poter sostenere 8,3 milioni di rifugiati previsti nei Paesi confinanti: Ungheria, Moldavia, Polonia, Romania e Slovacchia, nonché altri Paesi della regione fra cui Bielorussia, Bulgaria e Repubblica Ceca.

Il lancio del nuovo appello vede sullo sfondo di continui combattimenti, distruzione e spostamenti forzati all’interno dell’Ucraina. Finora, la guerra ha sradicato più di 12,7 milioni di persone – di cui più di cinque milioni sono fuggite come rifugiate oltre i confini e 7,7 milioni rimangono sfollate all’interno del Paese. In aggiunta, si stima che quasi 13 milioni di persone siano bloccate nelle zone colpite o impossibilitate a partire per motivi di sicurezza.

L’impatto umano e la sofferenza già causati da questa guerra sono devastanti; molte famiglie sono state divise, case e infrastrutture sono state distrutte. I traumi inflitti da questa guerra avranno un impatto duraturo su chi è stato costretto a lasciare la propria casa, compresi le donne e i bambini che rappresentano circa il 90% delle persone costrette a fuggire.

Dallo scoppio della guerra, i Paesi della regione hanno mantenuto i propri confini aperti e accolto i rifugiati. La mobilitazione delle autorità nazionali, delle comunità ospitanti, delle organizzazioni locali e di decine di migliaia di volontari nei Paesi confinanti (ma non solo), è stata notevole e dimostra cio’ che e’possibile realizzare con un approccio che coinvolga tutti gli attori della società, nello spirito del Global Compact sui Rifugiati.

Sotto la guida dei governi dei vari Paesi ospitanti, il Piano Regionale di Risposta ai Rifugiati unisce gli sforzi di 142 organizzazioni, agenzie ONU incluse, della FICR e delle Società Nazionali della Croce Rossa, di ONG nazionali e internazionali, organizzazioni religiose e appartenenti alla società civile e al mondo accademico.

Il focus è posto su settori chiave tra cui la protezione, la sicurezza alimentare, la salute e la nutrizione, l’istruzione, i bisogni di base, l’acqua, le misure igieniche, i mezzi di sussistenza, la resilienza, l’energia e l’ambiente e la logistica. L’assistenza temporanea in denaro contante, della quale hanno già beneficiato decine di migliaia di rifugiati nei Paesi confinanti, è una priorità fondamentale per fornire un’assistenza dignitosa ai rifugiati.

L’obiettivo del Piano è di assicurare che tutti coloro che fuggono dall’Ucraina possano avere accesso alla sicurezza e alla protezione internazionale. Mira a garantire assistenza umanitaria tempestiva e salvavita ai rifugiati che fuggono dall’Ucraina e ai cittadini di paesi terzi, di cui un numero considerevole avrebbe bisogno di protezione internazionale. Il Piano è centrato anche sull’identificazione di soluzioni attraverso la promozione di opportunità sociali ed economiche.

I paesi ospitanti confinanti dispongono di meccanismi e capacità di risposta. Tuttavia, la portata degli arrivi dei rifugiati e l’ampiezza dei loro bisogni richiedono un ulteriore sostegno ai sistemi e ai servizi nazionali di protezione sociale.

Le autorità nazionali e le istituzioni regionali si sono mobilitate rapidamente per garantire una protezione temporanea in tutta Europa e oltre, in uno spirito di solidarietà e di condivisione delle responsabilità. Un finanziamento consistente e flessibile sarà fondamentale ai fini del sostegno di tale solidarietà e della riaffermazione del sostegno alla continua protezione e inclusione dei rifugiati.

Finché questa guerra non finirà, i bisogni umanitari continueranno a crescere così come gli esodi forzati.

 

Per maggiori informazioni:

  • A Ginevra: Shabia Mantoo, [email protected] +41 79 337 76 50
  • A Varsavia: Rafał Kostrzynski, [email protected] +48 788 224 010
  • A Budapest: Zoran Stevanovic, [email protected] +36 305 309 633
  • A Chisinau: Moldova: Kisut Gebreegziabher, [email protected] +37 367 722 468
  • A Bucharest: Gabriela Leu, [email protected] +40 722 212 097

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