UNHCR logo
  • Dona ora
UNHCR logo
  • Ricerca
  • Italia
  • Menu

Seleziona una lingua per il nostro sito globale:

English Français Español عربي
Seleziona un paese:
  • Dona ora
  • Refworld
  • Mediterranean situation
  • Lavora con noi
  • Procurement

Condividi

Facebook X Telegram
  • Chi siamo
    • Storia
    • Governance
    • Alto Commissario
    • Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino
    • Chi è al nostro fianco
    • Contatti
  • Cosa facciamo
    • Protezione
    • Riduzione dell’apolidia
    • Soluzioni durevoli
    • Istruzione
    • Partenariati
    • La nostra voce per i rifugiati
    • Global Compact sui Rifugiati
    • Ambiente, calamità naturali e cambiamenti climatici
    • Consultazioni con rifugiati, richiedenti asilo e apolidi
    • La nostra lotta contro molestie, sfruttamento e abusi sessuali
  • Chi aiutiamo
    • Apolidi
    • Richiedenti Asilo
    • Rifugiati
    • Rimpatriati
    • Sfollati interni
  • Emergenze
    • Afghanistan
    • Myanmar
    • Corno d’Africa
    • Siria
    • Sudan
    • Ucraina
    • Yemen
  • Risorse
    • Carta di Roma
    • Insegnare il tema dei rifugiati
    • Documenti e pubblicazioni
    • Statistiche
    • Richiedi il patrocinio
  • Notizie & storie
    • Notizie
    • Comunicati stampa
    • Contatti Media
    • Storie
  • Sostienici
Cerca su UNHCR
Chiudi la ricerca
 
  • Home

UNHCR esprime dolore per l’ingente perdita di vita nel naufragio al largo della Tunisia e chiede di porre fine alla detenzione in Libia

5 Lug 2019

Si ritiene che oltre 80 persone siano annegate in seguito ad un naufragio al largo della Tunisia. Secondo due sopravvissuti, l’incidente ha avuto luogo nella serata del 3 luglio. Dei pescatori tunisini di passaggio nella zona hanno prestato soccorso e sono riusciti a portare in salvo quattro persone. Uno dei sopravvissuti è morto poco dopo, in ospedale.
Due dei sopravvissuti stanno ricevendo assistenza nel nostro centro di accoglienza a Zarzis, mentre la quarta persona è ancora ricoverata in ospedale.
“Non può continuare lo status quo”, ha dichiarato Vincent Cochetel, Inviato Speciale dell’UNHCR per il Mediterraneo centrale. “Nessuno mette a rischio la propria vita e quella dei suoi familiari intraprendendo questi viaggi disperati in mare a meno che non senta di non avere altra scelta. Dobbiamo fornire alle persone delle alternative ragionevoli che prevengano in principio l’esigenza di mettere piede su una barca”.
Nel frattempo, in Libia, il 4 luglio l’UNHCR ha portato 29 rifugiati fuori dal centro di detenzione di Gharyan, a 90 chilometri a sud di Tripoli, dove le condizioni di vita erano terribili e dove i detenuti erano sempre più a rischio per gli scontri ravvicinati. I rifugiati eritrei e somali erano rinchiusi da mesi con un accesso molto limitato ai servizi, scarsità di cibo e condizioni igieniche pessime che hanno portato allo scoppio di epidemie. Sono stati rilasciati nella comunità, dove verranno sostenuti dall’UNHCR attraverso il suo programma urbano.
UNHCR accoglie con favore la collaborazione del ministero dell’interno libico nell’assicurare il rilascio delle persone e ringrazia i partner, l’Agenzia libica per gli aiuti umanitari (Libaid) e l’International Medical Corps (IMC), per il loro impegno ed i loro continui sforzi.
UNHCR continua a lavorare per ricollocare i detenuti dal centro di Tajoura, il quale è stato colpito da un bombardamento aereo il 2 luglio provocando la morte di oltre 50 persone e il ferimento di altre decine.
Questa settimana ha visto le tragiche conseguenze dei conflitti sui rifugiati e migranti tenuti arbitrariamente nei centri di detenzione. Alla luce delle violenze in corso a Tripoli e del rischio evidente per la vita dei civili, il rilascio dei rifugiati e migranti dai centri di detenzione affinché possano essere portati al sicuro è ora più urgente che mai.
Allo stesso tempo, sono necessari nuovi sforzi per garantire che nessuna persona soccorsa nel Mediterraneo centrale venga riportata in Libia.
 
FINE
 
Per maggiori informazioni:
A Ginevra, Charlie Yaxley, [email protected], +41 795 808 702
Per le domande sulla Tunisia:
A Tunisi, Chiara Maria Cavalcanti, [email protected], +216 50 504 373
Per le domande sulla Libia:
A Tunisi, Paula Barrachina, [email protected], +218 91 001 7553

Condividi su Facebook Condividi su Twitter

 

Vedi anche

MEDITERRANEO, UNHCR: A 10 anni dalla più grande perdita di vite umane nel Mediterraneo, l’UNHCR sollecita un’azione decisiva

Mediterraneo centrale, UNHCR: a marzo -28% di arrivi via mare, -19% rispetto al 2024

I rifugiati che tornano e trovano conforto nella propria casa nonostante la distruzione in Siria meridionale

  • Chi siamo
  • Cosa facciamo
  • Comunicati stampa
  • Sostienici

© UNHCR 2001-2025

  • FAQ
  • Fai una donazione
  • Lavora con noi
  • Dona con Paypal
  • Procurement
  • Copyright, termini e condizioni di utilizzo
  • Privacy policy
  • Cookie policy
  • C.F. 80233930587
  • Manage Cookie Settings
  • Seguici