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Spazio, riparo e scarse risorse- affrontando il COVID-19

La rappresentazione grafica dei dati mostra come le persone costrette a fuggire debbano affrontare sovraffollamento estremo e accesso limitato a beni primari come il sapone e l’acqua nel corso della pandemia di COVID-19.

4 Nov 2020

Un giovane rifugiato del Burundi si lava le mani prima del ritorno a casa con la sua famiglia, in esilio in Ruanda dal 2015. © UNHCR/Eugene Sibomana

Mentre i paesi di tutto il mondo combattono una seconda ondata di coronavirus, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, sottolinea come le popolazioni costrette alla fuga, estremamente vulnerabili, debbano far fronte a un sovraffollamento estremo e a un accesso limitato a beni essenziali come il sapone e l’acqua.


‘Space, shelter and scarce resources – coping with COVID-19’ (Spazio, riparo e scarse risorse- affrontando il COVID-19) è una nuova rappresentazione grafica dei dati che mostra quanto sia difficile per i rifugiati e gli sfollati interni aderire alle restrizioni sul distanziamento fisico e alle raccomandazioni sul lavarsi le mani – misure chiave nella battaglia per controllare la diffusione del virus.

“Avere accesso a servizi di base come l’assistenza sanitaria, i servizi igienici e un rifugio dignitoso da chiamare casa, sono essenziali per tutti gli esseri umani per vivere con dignità. Eppure questa non è la realtà per milioni di rifugiati e per altre persone costrette a fuggire in tutto il mondo”, dice Raouf Mazou, Assistente Alto Commissario per le Operazioni dell’UNHCR.

“Il COVID-19 ha colpito tutti noi, ma i rifugiati che già vivevano nell’incertezza sono stati colpiti in modo sproporzionato”.

“Il COVID-19 ha colpito tutti noi, ma i rifugiati che già vivevano nell’incertezza sono stati colpiti in modo sproporzionato. Durante questo periodo difficile, è fondamentale intensificare il sostegno ai programmi e alle iniziative che assistono milioni di famiglie costrette alla fuga che cercano di ricostruire le loro vite attraverso l’accesso all’assistenza sanitaria, all’istruzione, all’occupazione e a un alloggio adeguato”.

La rappresentazione grafica dei dati confronta l’affollata città brasiliana di San Paolo con alcuni degli spazi più affollati dove attualmente risiedono le persone costrette a fuggire, illustrando la densità della popolazione in alcuni insediamenti e portando alla luce le sfide che i rifugiati devono affrontare per limitare la diffusione del COVID-19 in queste condizioni. Per esempio, se San Paolo avesse la stessa densità di popolazione del campo rifugiati di Kutupalong in Bangladesh, avrebbe più di 62 milioni di abitanti, invece di oltre 12 milioni di abitanti.

Per quanto riguarda le misure igieniche, nei Paesi meno sviluppati del mondo, alcuni dei quali ospitano un gran numero di persone costrette a fuggire, quasi tre quarti della popolazione non ha accesso a servizi e beni fondamentali, compreso il sapone.

I dati mostrano anche come l’UNHCR sta rispondendo per sostenere le comunità di rifugiati e sfollati interni in tutto il mondo ad affrontare le sfide poste dalla pandemia.

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