Progetto FAMI Supporto all’informazione e formazione nei principali punti di ingresso via mare, aereo e terrestre
Progetto FAMI Supporto all’informazione e formazione nei principali punti di ingresso via mare, aereo e terrestre
Il progetto, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027 e realizzato in partenariato con il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno, ha durata triennale (2025-2027), e si inserisce nel quadro delle politiche nazionali ed europee volte a garantire e rafforzare un sistema di accesso strutturato al territorio via mare, aerea e terrestre, migliorando l’accesso alle informazioni e ai servizi per richiedenti asilo, rifugiati e migranti, con particolare attenzione alle persone vulnerabili.
L’Italia continua a essere uno dei principali punti di arrivo per persone in cerca di protezione in Europa, la maggioranza delle quali arriva attraverso il Mediterraneo, con flussi migratori complessi e in continua evoluzione. Nel 2024 sono arrivate in Italia, via mare, 66.617 persone, il maggior numero di arrivi via mare in Europa. La popolazione è eterogenea per nazionalità (Bangladesh, Siria, Tunisia tra le prime), genere (75% uomini) e include minori non accompagnati (13%) e persone vulnerabili. La presenza di persone con esigenze particolari continua a rappresentare una percentuale significativa degli arrivi; solo UNHCR nell’ ambito delle sue attività nel 2024 ha supportato l’individuazione di oltre 12,000 esigenze particolari, che includono, MSNA, nuclei familiari con esigenze specifiche multiple, persone sopravvissute a violenza di genere, tortura, affette da malattie croniche e con disabilità. Nel 2024, sono stati registrati anche numerosi arrivi via terra nella regione Friuli-Venezia Giulia attraverso la rotta dei Balcani occidentali. Inoltre, l'articolo 11.6, del D.lgs. 25 luglio 1998, n. 286, stabilisce che presso i valichi di frontiera devono essere presenti servizi di accoglienza per assistere e fornire informazioni agli stranieri che intendono presentare domanda di asilo o entrare in Italia per soggiorni superiori a tre mesi. Nel 2024, solo quattro delle sei organizzazioni che operano presso i valichi di frontiera ufficiali hanno visto confermato il loro incarico (Bari, Roma, Milano e Ancona), mentre a Bologna e Venezia le attività sono terminate. Le autorità e gli operatori coinvolti a vario titolo nel sistema di gestione del fenomeno migratorio affrontano sfide significative nel garantire informazioni chiare e accessibili, soprattutto nei momenti immediatamente successivi all’arrivo. In questo scenario, il progetto mira a rafforzare ulteriormente la capacità del sistema di rispondere in modo efficace e sostenibile alle sfide poste dal complesso scenario della migrazione e dell’asilo.
Obiettivo generale
In questo contesto, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) ha avviato il 1° ottobre 2025 un progetto di 31 mesi, in collaborazione con il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno. UNHCR, attraverso il suo intervento diretto e in collaborazione con enti del terzo settore qualificati, intende continuare a ofrire un supporto tecnico alle autorita italiane al fine di garantire e rafforzare un sistema di accesso strutturato al territorio via mare, aerea e terrestre, migliorando l’accesso alle informazioni e ai servizi per richiedenti asilo, rifugiati e migranti, con particolare attenzione alle persone vulnerabili.
L'obiettivo generale è quello di contribuire a un sistema di protezione internazionale più equo e funzionale, che risponda efficacemente alle esigenze delle persone richiedenti asilo, rifugiate, migranti e apolidi, promuovendo al contempo la coesione sociale e il rispetto dei diritti umani.
Obiettivi specifici
- Assicurare una corretta ed efficace informazione alle persone richiedenti asilo, rifugiate e migranti nei principali punti di ingresso via mare, aereo e terrestre, concernente la richiesta di protezione internazionale, incluse le procedure accelerate di frontiera, nonché a quelli presenti sul territorio nazionale, anche attraverso strumenti digitali.
- Migliorare le procedure per l’individuazione e la corretta presa in carico delle persone con esigenze particolari.
- Rafforzare le competenze del personale delle organizzazioni operanti presso i valichi di frontiera in merito ai servizi di informazione e assistenza, con particolare attenzione alle persone con esigenze particolari, inclusi i minori.
I risultati attesi dal progetto comprendono: il rafforzamento della qualità dell’informativa per le persone richiedenti asilo e rifugiate, sia in arrivo via mare, aerea e terrestre, che presenti sul territorio; il miglioramento dei meccanismi di sbarco e referral attraverso la piena attuazione di standard quantitativi e qualitativi; la tutela rafforzata delle persone con esigenze particolari, grazie all’adozione di strumenti dedicati e di approcci sensibili al genere e all’età. Infine, il progetto mira a rafforzare le competenze del personale presente presso le aree di arrivo via mare, terra, aria, e nei luoghi di aggregazione informale su tematiche attinenti all’asilo, al fine di garantire che le procedure, in particolare di accesso al territorio e di protezione internazionale, siano conformi alla normativa nazionale ed europea, al Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, alle Linee Guida Hotspot, al Vademecum Vulnerabilità e alle SOP territoriali.