Close sites icon close
Search form

Cerca il sito del paese

Profilo paese

Sito paese

Dal Ciad, Salih dell'UNHCR chiede sostegno urgente per salvare le vite dei rifugiati

Comunicati stampa

Dal Ciad, Salih dell'UNHCR chiede sostegno urgente per salvare le vite dei rifugiati

16 Gennaio 2026
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Barham Salih incontra i rifugiati sudanesi e i membri della comunità locale che coltivano e vendono insieme i loro prodotti in un orto a Farchana, in Ciad.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati Barham Salih incontra i rifugiati sudanesi e i membri della comunità locale che coltivano e vendono insieme i loro prodotti in un orto a Farchana, in Ciad.

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Barham Salih, ha sottolineato oggi l’urgenza di potenziare l'assistenza umanitaria e la protezione delle persone in fuga dal brutale conflitto in Sudan, nonché di un maggiore sostegno ai rifugiati affinché possano ricostruire le loro vite con dignità.

Durante la sua prima missione ufficiale all'estero come Alto Commissario, Salih ha incontrato le famiglie di rifugiati sudanesi fuggite solo pochi giorni prima dai violenti combattimenti nel Darfur. Molti di loro sono stati sfollati più volte dall'inizio del conflitto e hanno descritto anni di violenti attacchi e violazioni dei diritti umani. Salih ha parlato con donne che sopravvissute a violenza e con persone i cui genitori sono stati uccisi, arrivate in Ciad con solo ciò che potevano portare con loro e la speranza di trovare sicurezza.

“Quello che sta accadendo in Sudan è una crisi umanitaria di proporzioni enormi. La generosa accoglienza dei rifugiati da parte del Ciad è un potente atto di solidarietà”, ha affermato Salih. “Mantenendo aperte le frontiere e proteggendo i rifugiati, il Ciad offre alle persone sicurezza, dignità e uno status giuridico. Queste sono le basi su cui costruire soluzioni affinché i rifugiati possano ricostruire le loro vite e contribuire alla società”.

Da aprile 2023, più di 900.000 rifugiati sudanesi sono arrivati nel Ciad orientale, con nuovi arrivi ogni giorno. Il Sudan è ora teatro della più grande e devastante crisi di di persone costrette alla fuga al mondo, con 12 milioni di persone attualmente sfollate, tra cui oltre 4,3 milioni di rifugiati ospitati in tutta la regione. Salih ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché compia ogni sforzo per portare la pace in Sudan, aprendo la strada al ritorno dei rifugiati alle loro case.

L'UNHCR continua a sostenere gli interventi di soccorso in questa parte del Ciad, ma le condizioni negli insediamenti dei rifugiati restano difficili, influenzate dalla riduzione dei finanziamenti. Molte famiglie non hanno un riparo, l'approvvigionamento idrico è ben al di sotto degli standard d'emergenza e le strutture igienico-sanitarie sono sovraffollate comportando rischi crescenti per la salute delle persone. Tantissime sono le persone che hanno subito traumi e il sostegno alla salute mentale arriva solo a una minima parte di coloro che ne hanno bisogno, mentre molti bambini continuano a non frequentare la scuola.

"La popolazione del Ciad orientale ha urgente bisogno di aiuto, ma a causa della mancanza di fondi, l'assistenza fornita è ben lontana dal livello minimo richiesto. La responsabilità di ospitare questi rifugiati è ricaduta sul Ciad, ma gli altri Paesi devono mobilitarsi per sostenerlo: non ci si può aspettare che il paese si assuma da solo tale responsabilità”, ha aggiunto Salih. “I rifugiati qui possono essere al sicuro da pericoli immediati, ma hanno bisogno di opportunità quali un'istruzione, un lavoro e mezzi di sussistenza per costruirsi un futuro".

Salih ha visitato alcuni programmi che promuovono l'autosufficienza sia dei rifugiati che delle comunità ospitanti. A Iridimi ha parlato con alcuni studenti e studentesse rifugiati che stanno acquisendo competenze digitali e linguistiche per la loro istruzione e avere accesso al mercato del lavoro. A Farchana ha visitato alcuni orti dove rifugiati e comunità ospitanti coltivano e vendono insieme i prodotti. Ad Abeche ha incontrato un gruppo di avvocati, medici e insegnanti sfollati dal Sudan che ora possono esercitare la loro professione in Ciad.

Nonostante le difficoltà, il Ciad continua a garantire la protezione internazionale e a fornire accesso all'asilo su larga scala. Salih ha incontrato il presidente Mahamat Idriss Déby Itno a N'Djamena e ha ribadito l'impegno dell'UNHCR a sostenere i rifugiati e le comunità ospitanti insieme al Governo, rendendo omaggio alle comunità che hanno generosamente accolto le persone in fuga nonostante le difficoltà economiche e le pressioni ambientali. Inoltre, Salih ha ribadito la disponibilità dell'UNHCR a collaborare con il Governo e tutte le altre parti interessate per attuare l’Integrated Settlement Approach, un approccio integrato attraverso il quale vengono istituiti o potenziati i servizi e le opportunità economiche sia per i rifugiati che per le comunità ospitanti.

“Durante la mia missione in Ciad e Kenya, la scorsa settimana, entrambi i Paesi hanno dimostrato chiaramente come, con un sostegno internazionale costante, le politiche inclusive possano consentire di passare dalla risposta alle emergenze alla fornitura di soluzioni”, ha affermato Salih. “Quando i rifugiati sono protetti e integrati, possono ricostruire le loro vite e contribuire alle comunità che li ospitano. Questo è ciò che vedo qui, ed è questa la direzione che dobbiamo seguire”.