Una crisi senza fine: cosa sta succedendo in Afghanistan
Una crisi senza fine: cosa sta succedendo in Afghanistan
Alla crisi economica si aggiungono i disastri naturali – come il devastante terremoto del 31 agosto – e le diffuse violazioni dei diritti umani, in particolare nei confronti delle donne. A peggiorare ulteriormente la situazione è il rigido inverno poichè in alcune zone dell’Afghanistan, le temperature invernali possono scendere fino a -25 gradi Celsius e molte famiglie non hanno mezzi sufficienti per ripararsi.
Da oltre 35 anni siamo accanto al popolo afghano, sia all’interno del Paese sia negli Stati confinanti, per fornire assistenza salvavita alle persone più vulnerabili.
Ma non basta. I bisogni umanitari crescono di ora in ora e i fondi disponibili non sono sufficienti a rispondere a un’emergenza di questa portata.
22,9 milioni di persone – oltre la metà della popolazione afghana – hanno urgente bisogno di aiuti umanitari.
Quasi 3,2 milioni di persone sono sfollate in Afghanistan.
Quasi 5,3 milioni di rifugiati e richiedenti asilo provenienti dall'Afghanistan sono registrati nei Paesi confinanti.
La prima volta che sono tornato ero devastato; un tempo era un villaggio con tanta vegetazione e alberi da frutto. Quando ho fatto ritorno, era tutto distrutto.
Quando e come è precipitata la situazione in Afghanistan?
La situazione in Afghanistan ha iniziato a peggiorare vertiginosamente nel gennaio 2021, quando gli scontri tra i gruppi armati si sono intensificati. La crisi ha raggiunto l’apice nella seconda metà dell’anno, con il ritiro delle truppe internazionali e la presa del potere da parte dei Talebani ad agosto 2021.
Nel corso degli anni, mentre il bisogno di assistenza, protezione e di soluzioni durevoli per la popolazione è cresciuto, lo spazio in cui l’UNHCR opera si è via via ridotto. Le misure discriminatorie introdotte dalle autorità hanno limitato la partecipazione di donne e ragazze afghane alla maggior parte degli ambiti della vita pubblica e quotidiana. Nell’agosto 2024, l’introduzione delle Leggi sulla Moralità ha codificato ed esteso le politiche discriminatorie. Le donne e le ragazze sono sempre più a rischio di subire violenza di genere, sfruttamento e abusi, tratta di esseri umani.
Qual è la situazione in Afghanistan e nei Paesi vicini?
L'Afghanistan sta vivendo una delle più grandi crisi umanitarie del mondo. Metà della popolazione ha bisogno di assistenza umanitaria, il sistema sanitario è al collasso e gli impatti del cambiamento climatico, come la siccità degli ultimi decenni, hanno compromesso i raccolti, spingendo verso la fame e l’insicurezza alimentare metà dell’intera popolazione del Paese; a questo si aggiunge il peso dell'inverno che incombe: un freddo che, senza mezzi per proteggersi, può diventare minaccia per la vita.
Gli afghani costituiscono una delle più grandi popolazioni di rifugiati al mondo, con quasi il 90% ospitato in Iran e Pakistan. Nel tempo, entrambi i Paesi hanno mantenuto politiche inclusive nei confronti dei rifugiati, tra cui l’accesso ai sistemi nazionali sanitari e all’istruzione, nonché la creazione di opportunità di sviluppo del capitale umano ed economiche. Tuttavia, negli ultimi anni lo spazio di protezione si è drasticamente ridotto.
Si stima che dalla fine del 2023 siano 5 milioni gli afghani che hanno fatto ritorno nel paese, dai paesi vicini, principalmente Iran e Pakistan. Sebbene alcuni ritorni siano stati volontari, molti sono stati forzati o coatti, con l'Iran e il Pakistan che hanno accelerato i rimpatri e le espulsioni nel 2025. Le comunità ospitanti in Afghanistan hanno dimostrato solidarietà nell'accogliere le persone che hanno fatto ritorno nel paese, ma l'aumento degil arrivi sta mettendo a dura prova le già scarse risorse del paese e sta aggravando la crisi umanitaria già presente.
A peggiorare questa crisi drammatica, i brutali tagli ai fondi umanitari stanno compromettendo la capacità dell’UNHCR di fornire aiuti salvavita. Ad oggi, la nostra risposta si sta concentrando sul supporto umanitario di base e sulla protezione, ma i tagli stanno provocando effetti disastrosi e colpendo soprattutto le donne e le ragazze. Inoltre, rischiano di destabilizzare ulteriormente il Paese, di provocare tensioni sociali e nuove migrazioni forzate.
Cosa fa l’UNHCR e come puoi aiutarci a sostenere le famiglie rifugiate e sfollate
L'UNHCR è in Afghanistan e nei Paesi confinanti per proteggere le persone più vulnerabili e assistere la popolazione con aiuti umanitari e servizi di protezione salvavita, in particolare per donne e bambine. Forniamo protezione, sostegno psicosociale ai bambini, alle persone sopravvissute a violenza di genere, alloggi di emergenza, beni di prima necessità, assistenza in denaro.
Sosteniamo anche programmi per incoraggiare l'autosufficienza, la resilienza e la coesione sociale. L'UNHCR inoltre fornisce aiuti specifici per affrontare l'inverno tra cui coperte, stufe, kit di isolamento, nonché assistenza in risposta a disastri come il terremoto che ha colpito la provincia di Herat nell'ottobre 2023, le alluvioni nel luglio 2024 che hanno colpito le zone centrali e orientali del Paese, e il violento terremoto di magnitudo 6.0 che ha colpito l’Afghanistan orientale tra il 31 agosto e il 1° settembre.
L’Afghanistan è uno dei Paesi più vulnerabili agli effetti della crisi climatica, per questo è fondamentale il lavoro di UNHCR non solo nella risposta alle emergenze ma anche nella prevenzione.
Per sostenere i rifugiati che rientrano dai Paesi limitrofi l'UNHCR fornisce fra le altre cose assistenza diretta in denaro alla frontiera, cure mediche e supporto per la salute mentale.
I bisogni continuano a essere enormi: complessivamente, l’appello per l’Afghanistan, pari a circa 478 milioni di dollari, è finanziato solo al 37%.
Per saperne di più sul nostro lavoro in Afghanistan visita la pagina Global Focus.