Naufragio Grecia: L'UNHCR è profondamente addolorata per la perdita di vite umane in mare e chiede un rinnovato impegno per prevenire ulteriori tragedie
Naufragio Grecia: L'UNHCR è profondamente addolorata per la perdita di vite umane in mare e chiede un rinnovato impegno per prevenire ulteriori tragedie
L'UNHCR, l'Agenzia ONU per i Rifugiati, è profondamente addolorata per la tragica perdita di vite umane in due distinti incidenti avvenuti al largo delle isole greche di Lesbo e Samo il 19 ottobre.
Secondo le informazioni pervenute, almeno 12 persone, tra cui un neonato, hanno perso la vita nei due naufragi, mentre continuano le operazioni di ricerca e soccorso al largo di Samo e si sta ancora facendo luce sulla dinamica esatta degli eventi.
"Il nostro pensiero va alle famiglie che hanno perso i loro cari e ai sopravvissuti a queste tragedie."
L'UNHCR sta seguendo da vicino entrambi gli incidenti e ha offerto supporto alle autorità e ai sopravvissuti, mettendo a disposizione anche servizi di mediazione linguistica e culturale. Siamo pronti a fornire ulteriore assistenza in base alle necessità.
I drammatici eventi si sono verificati mentre le autorità stavano già intervenendo in seguito a un altro episodio al largo di Creta, dove decine di persone, per la maggior parte originarie del Sudan, sono state rintracciate su una spiaggia, e dove sono tuttora in corso le ricerche di una persona segnalata come dispersa.
Questi incidenti rappresentano un doloroso promemoria di come rifugiati e migranti continuino a mettere a rischio la propria vita e quella dei propri figli, intraprendendo viaggi pericolosi in mare alla ricerca di sicurezza, protezione e di un'opportunità per ricostruire il proprio futuro, soprattutto a causa della mancanza di percorsi legali e sicuri.
"Esiste il rischio concreto di assuefarsi alle tragedie in mare. Mentre si continuano a perdere vite umane lungo rotte così pericolose, non possiamo permettere che l'indifferenza prenda il sopravvento. Farlo sminuisce sia la dignità di chi perde la vita, sia la realtà della nostra responsabilità collettiva", ha dichiarato Laura Lo Castro, Rappresentante UNHCR in Grecia.
Alla fine di settembre 2026, si stima che siano 2.444 le persone morte o disperse lungo le tre rotte del Mediterraneo e quella dell'Atlantico occidentale/Africa occidentale dall'inizio dell'anno.
Questa inaccettabile perdita di vite umane evidenzia ancora una volta l'urgente necessità di preservare e rafforzare le capacità di soccorso in mare per salvare vite umane.
È fondamentale continuare a rafforzare l'accesso a una protezione efficace e a soluzioni concrete lungo le rotte, investire in programmi di assistenza nei primi paesi d'asilo e, soprattutto, porre fine ai conflitti.
Queste morti non sono inevitabili. Sono un severo monito sulle conseguenze dei conflitti, dei fuggiaschi forzati e della drammatica assenza di alternative sicure per chi scappa dal pericolo.