Il ciclone Chido lascia una scia di distruzione in Mozambico e oltre, mettendo in fuga migliaia di persone
Il ciclone Chido lascia una scia di distruzione in Mozambico e oltre, mettendo in fuga migliaia di persone
Un rifugio giace in rovina a Pemba, nella provincia di Cabo Delgado, dopo l'arrivo del ciclone Chido nel nord del Mozambico. © UNHCR/Isadora Zoni
Durante il fine settimana il ciclone tropicale Chido ha colpito il Mozambico settentrionale con piogge torrenziali e venti potenti che hanno devastato le comunità delle province di Cabo Delgado e Nampula. La tempesta ha distrutto case, costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case e danneggiato gravemente strade e reti di comunicazione, ostacolando gli sforzi di soccorso in aree che già ospitano un gran numero di sfollati.
L'UNHCR, l'Agenzia ONU per i Rifugiati, è profondamente preoccupata per l'impatto su queste comunità vulnerabili e sta lavorando a stretto contatto con il governo del Mozambico e con i partner umanitari per fornire assistenza immediata. Nelle prime 48 ore, l'UNHCR ha fornito assistenza al più grande centro di accoglienza di Pemba, la capitale di Cabo Delgado, dove più di 2.600 persone hanno ricevuto aiuti d'emergenza e beni di prima necessità come coperte, stuoie per dormire, zanzariere e materiale per ripari d'emergenza. L'UNHCR sta inoltre coordinando la fornitura di servizi di protezione vitali per le persone più vulnerabili.
Sebbene la piena portata dei danni nelle aree rurali non sia ancora chiara, le valutazioni preliminari indicano che circa 190.000 persone hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria, 33 scuole sono state colpite e quasi 10.000 case sono state distrutte. In alcuni villaggi sono rimaste in piedi pochissime case. Anni di conflitti, sfollamenti forzati e difficoltà economiche hanno reso le comunità della regione sempre più vulnerabili. Per molte famiglie sfollate, il ciclone Chido ha causato nuove difficoltà, spazzando via quel poco che erano riuscite a ricostruire.
Prima della tempesta, l'UNHCR e i partner hanno preposizionato articoli di soccorso d'emergenza e hanno sostenuto il governo a condividere ad ampio raggio i messaggi di preparazione alle catastrofi in tutte le province colpite attraverso TV, radio, WhatsApp e linee telefoniche dirette, aiutando i comitati locali per la gestione delle catastrofi a dare priorità al sostegno dei gruppi vulnerabili. A Nampula, mentre alcuni distretti sono stati colpiti, gli oltre 8.000 rifugiati provenienti principalmente dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Burundi che risiedono nel campo di Maratane hanno subito danni minimi, suggerendo che i recenti sforzi per costruire alloggi resistenti al clima sono stati efficaci.
Il ciclone Chido ha causato notevoli devastazioni a Mayotte, un territorio francese d'oltremare, provocando vittime, danni alle infrastrutture e aumentando i rischi per le comunità vulnerabili, compresi i richiedenti asilo e i rifugiati. L'UNHCR sta monitorando attivamente la situazione e coordinandosi con i partner locali. Nel sud del Malawi, la tempesta ha portato forti venti e piogge che hanno distrutto case e infrastrutture in diverse aree. L'UNHCR ha messo a disposizione kit di riparo per sostenere la risposta del governo.
L'UNHCR teme che il ciclone Chido possa segnare l'inizio di una stagione delle piogge intensa e distruttiva, che storicamente ha portato cicloni e gravi inondazioni nella regione. Le comunità sfollate e i loro ospiti, che stanno già lottando per riprendersi, devono ora affrontare rischi maggiori di ulteriori sfollamenti e perdite, evidenziando ancora una volta che gli impatti climatici continuano a colpire più duramente i più vulnerabili.
L'UNHCR è impegnato a sostenere le comunità colpite in Mozambico e in tutta la regione, lavorando a stretto contatto con i governi e i partner umanitari. Tuttavia, le risorse si stanno rapidamente esaurendo e nei prossimi giorni altre migliaia di persone avranno bisogno di assistenza urgente.