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Sudan: tempeste devastanti danneggiano gli alloggi di 16.000 rifugiati etiopi

Sudan: tempeste devastanti danneggiano gli alloggi di 16.000 rifugiati etiopi

Oltre 16.000 rifugiati etiopi accolti nei campi di Um Rakuba e di Tunaydbah, nel Sudan orientale, sono stati colpiti dalle tempeste che per settimane hanno raso al suolo le tende, spazzando via i loro averi e distruggendo le infrastrutture. Quasi 4.000 delle 10.000 tende familiari installate negli insediamenti sono state danneggiate da forti venti, piogge…
29 Giugno 2021

Rifugiati ricevono articoli di soccorso d'emergenza in un sito vicino al confine tra Etiopia e Sudan. © UNHCR/Assadullah Nasrullah

Oltre 16.000 rifugiati etiopi accolti nei campi di Um Rakuba e di Tunaydbah, nel Sudan orientale, sono stati colpiti dalle tempeste che per settimane hanno raso al suolo le tende, spazzando via i loro averi e distruggendo le infrastrutture.

Quasi 4.000 delle 10.000 tende familiari installate negli insediamenti sono state danneggiate da forti venti, piogge incessanti e grandinate. Anche le latrine d’emergenza e altre strutture sono state distrutte.

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, e i partner sono in corsa contro il tempo e le condizioni meteo avverse per riparare e rinforzare gli alloggi e assicurare che le famiglie colpite abbiano accesso ad acqua potabile e servizi igienici sicuri. È previsto l’arrivo di tempeste sempre più intense nel corso della stagione delle piogge, che prosegue ininterrotta da giugno a ottobre.

Il personale dell’Agenzia sta sostituendo coperte e stuoie e rifornendo le scorte alimentari. È in corso la distribuzione di 2.500 kit d’emergenza per alloggi – tiranti, pali in legno, stecche di bambù – per aiutare le persone più colpite a rinforzare le proprie tende. È prevista la distribuzione di 10.000 kit d’emergenza per alloggi, mentre altri 5.000 sono di riserva.

UNHCR e i partner stanno terminando la costruzione e il recupero di circa 60 km di strade che portano sia a Um Rakuba sia a Tunaydbah, fondamentali per assicurare l’accesso ai campi, nonché a circa 15 villaggi delle comunità di accoglienza, per l’intera durata della stagione delle piogge. Il personale dell’Agenzia, inoltre, sta effettuando scavi per dotare entrambi i campi di sistemi di drenaggio volti a mitigare i rischi di ulteriori inondazioni. I partner stanno costruendo scuole semipermanenti, nonché latrine e docce permanenti. Tuttavia, accelerare i lavori è reso difficile delle tempeste incessanti.

È previsto l’allestimento di ulteriori alloggi permanenti chiamati tukul, piccole capanne a forma circolare fatte di mattoni in argilla e coperte da tetti di paglia, tipiche della regione chepotranno essere erette solo quando la stagione delle piogge sarà terminata e i mattoni potranno essiccare adeguatamente.

L’arrivo improvviso di condizioni climatiche estreme sta amplificando drammaticamente i rischi a cui sono esposte le persone costrette a fuggire da conflitti e persecuzioni, dal momento che i più vulnerabili soffrono in modo sproporzionato gli effetti del cambiamento climatico.

L’anno scorso, le forti piogge stagionali abbattutesi sul Sudan hanno causato allagamenti improvvisi e portato i fiumi a straripare danneggiando centinaia di migliaia di sfollati interni, rifugiati e comunità di accoglienza.

Nell’ambito della versione aggiornata dell’appello interagenzie recentemente pubblicato, UNHCR e 31 partner, tra agenzie ONU e ONG, chiedono 182 milioni di dollari, un aumento di 33 milioni di dollari rispetto al precedente. La versione aggiornata incorpora requisiti di finanziamento aggiuntivi volti a coprire le spese per apportare migliorìe ai campi, compresa la costruzione di alloggi tradizionali più resistenti, e rispondere alle esigenze basilari e di protezione dei rifugiati etiopi fino alla fine dell’anno. Finora è stato raccolto il 46% della somma richiesta.

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