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SAHEL, UNHCR: urgente sostegno internazionale per promuovere soluzioni per chi fugge

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SAHEL, UNHCR: urgente sostegno internazionale per promuovere soluzioni per chi fugge

10 Ottobre 2025
Mali. Newly arrived Burkinabe women and children sitting on a plastic mat lent by a member of the host community

Circa 4 milioni di persone sono attualmente sfollate in Burkina Faso, Mali, Niger e nei paesi limitrofi – circa due terzi in più rispetto a cinque anni fa – a causa dell'insicurezza, dell'accesso limitato ai servizi e ai mezzi di sussistenza e degli effetti dei cambiamenti climatici.

Sebbene la maggior parte delle persone in fuga nella regione rimanga all'interno dei propri paesi, i movimenti transfrontalieri stanno diventando più frequenti, esercitando pressione sulle comunità ospitanti e sui sistemi nazionali. Questi movimenti evidenziano la necessità urgente di ampliare la scarsa assistenza e consentire alle persone di rimanere più vicine alle proprie case, evitando viaggi pericolosi.

L'insicurezza in tutta la regione espone le persone a violenze, reclutamento forzato, restrizioni di movimento e detenzioni arbitrarie. Le donne e i bambini rappresentano l'80% delle persone in fuga nella regione e la violenza di genere rimane una preoccupazione critica e diffusa. Secondo il sistema di monitoraggio interagenzia di protezione dell'Africa occidentale e centrale, il numero di persone colpite da tali incidenti è aumentato, quest'anno, in modo significativo.

A metà del 2025, oltre 14.800 scuole avevano chiuso, lasciando 3 milioni di bambini senza accesso all'istruzione o a spazi sicuri nella regione. I giovani sfollati devono affrontare crescenti sfide in termini di protezione e mezzi di sussistenza, tra cui il reclutamento forzato, la tratta e l'accesso limitato alle opportunità di lavoro, con un conseguente aumento del rischio di intraprendere viaggi pericolosi al di fuori della regione.

In tutta la regione, oltre 900 strutture sanitarie sono state costrette a chiudere, lasciando milioni di persone senza cure essenziali.

L'insicurezza alimentare è diventata un fattore sempre più determinante per la fuga; la percentuale di sfollati e membri delle comunità ospitanti che la citano come causa del loro spostamento è raddoppiata negli ultimi anni. Gli shock legati al clima amplificano ulteriormente i rischi, intensificando la competizione per le scarse risorse naturali come la terra e l'acqua e creando ulteriori ostacoli alla coesistenza pacifica e alla coesione sociale con le comunità ospitanti.

La priorità dell'UNHCR è rafforzare la protezione, l'inclusione, la resilienza e le soluzioni, sostenendo gli Stati e le comunità nella gestione delle persone sfollate e rifugiate e promuovendo al contempo la stabilità e l'autosufficienza.

Tuttavia, l'accesso umanitario e i finanziamenti sono entrambi limitati. Nel Sahel, le esigenze umanitarie sono aumentate notevolmente, mentre le risorse sono diminuite in modo significativo dal 2022. Nel 2025, l'UNHCR necessita di 409,7 milioni di dollari per coprire le esigenze umanitarie nei paesi del Sahel, ma ha raccolto solo il 32% di questo totale. Attività fondamentali come la registrazione, la documentazione, l'istruzione, la sanità e l'alloggio hanno subito un impatto drastico.

Oltre 212.000 rifugiati e richiedenti asilo in Burkina Faso, Mali e Niger non sono ancora registrati, il che limita il loro accesso ai servizi essenziali e aumenta il rischio di detenzioni arbitrarie e vessazioni.

Nonostante queste difficoltà, le comunità del Sahel dimostrano resilienza e solidarietà. I dati dell'UNHCR mostrano che in Mali il 90% degli sfollati prova un forte senso di integrazione, con le comunità locali che condividono generosamente terre e risorse. In Burkina Faso, i meccanismi locali di risoluzione dei conflitti sostengono la coesistenza tra le popolazioni sfollate e quelle ospitanti.

Tutti i paesi del Sahel sono parti della Convenzione sui rifugiati del 1951 e del suo Protocollo del 1967 e hanno adottato leggi nazionali in materia di asilo che forniscono un quadro di riferimento per la determinazione dello status di rifugiato e l'inclusione, compreso il diritto al lavoro e alla libertà di movimento. Tutti hanno anche ratificato la Convenzione di Kampala sugli sfollati interni.

L'UNHCR chiede un rinnovato e rafforzato impegno internazionale per affrontare la crisi nel Sahel centrale. I paesi della regione non possono affrontare queste sfide da soli. Proteggere milioni di famiglie in fuga e garantire un futuro più sicuro richiede più delle semplici parole; richiede un'azione internazionale unitaria e sostenuta e una vera solidarietà con il Sahel.