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UNHCR: oltre 200.000 persone entrano in Siria dopo un mese di ostilità in Libano

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UNHCR: oltre 200.000 persone entrano in Siria dopo un mese di ostilità in Libano

Questa è una sintesi delle dichiarazioni rese da Aseer T.E. Al-Madaien, rappresentante ad interim dell’UNHCR in Siria – a cui possono essere attribuite le citazioni riportate – durante la conferenza stampa tenutasi oggi al Palais des Nations di Ginevra.
31 marzo 2026
Lebanon. Displaced by recent hostilities

A un mese dall’intensificarsi delle ostilità nella regione e in Libano, la Siria ha registrato un forte aumento delle persone che attraversano il confine dal Libano. Tra il 2 e il 27 marzo, secondo le autorità siriane, più di 200.000 persone sono entrate in Siria attraverso i tre valichi ufficiali.

La stragrande maggioranza – quasi 180.000 – sono siriani, compresi i rifugiati siriani che in passato erano fuggiti dalla Siria per trovare rifugio in Libano e che ora sono costretti a fuggire di nuovo, nonché siriani che da tempo pensavano di tornare a casa. Anche più di 28.000 libanesi hanno attraversato il confine con la Siria. La maggior parte sono persone in fuga dai violenti bombardamenti israeliani. Arrivano esausti, traumatizzati e con pochissimi averi.

I movimenti sono stati più intensi attraverso i valichi di Masnaa–Jdeidet Yabous e Al Qaa–Joussieh, ora operativi 24 ore su 24. Il valico di Arida ha riaperto il 7 marzo, ma rimane limitato al traffico pedonale a causa di un ponte danneggiato. L’inizio di marzo ha visto il picco più alto di arrivi, in particolare di famiglie provenienti dalla periferia sud di Beirut e dal Libano meridionale.

Circa la metà dei siriani intervistati dichiara di voler rimanere in modo permanente nel Paese nonostante le difficoltà economiche e i servizi limitati; altri prevedono solo un soggiorno temporaneo. La maggior parte sta tornando presso la famiglia allargata o in alloggi in affitto, mentre un numero minore di cittadini libanesi e palestinesi siriani ha attraversato il confine come parte di famiglie miste. Intorno all’Eid, un numero maggiore di uomini siriani ha attraversato il confine per visitare la famiglia o ricongiungersi con i parenti già tornati.

Le necessità immediate delle persone che arrivano in Siria dal Libano includono cibo, alloggio, assistenza sanitaria, mezzi di sussistenza e supporto per i documenti anagrafici. In stretta collaborazione con le autorità siriane, l’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, ha rapidamente aumentato la propria presenza ai confini per garantire servizi di protezione e assistenza tempestivi. I nostri team sono sul campo, collaborano con altri partner delle Nazioni Unite e delle ONG, con volontari, e sfruttano la nostra rete di centri comunitari attivi per interagire con le famiglie in arrivo e rispondere alle esigenze urgenti nelle aree che accolgono un numero elevato di rimpatriati, tra cui Aleppo, Ar-Raqqa, la zona rurale di Damasco, Idlib, Deir ez-Zor, Daraa e Homs.

L'UNHCR ha già fornito assistenza legale a centinaia di famiglie che necessitavano di documenti civili quali certificati di nascita o di matrimonio, ha distribuito acqua a 30.000 persone in transito, ha consegnato articoli di prima necessità tra cui coperte, teli di plastica, kit di igiene personale e forniture per bambini, e ha organizzato il trasporto per oltre 3.500 persone affinché raggiungessero le loro destinazioni finali. Stiamo inoltre collaborando con i partner per realizzare miglioramenti infrastrutturali, come l'installazione di lampioni a energia solare, al fine di aumentare la sicurezza ai valichi di frontiera.

Al di là delle zone di confine, i nostri centri comunitari rimangono la spina dorsale della risposta. Aiutano a valutare i bisogni, a registrare le famiglie per i servizi e offrono primo soccorso psicologico, sostegno alla salute mentale e indirizzamento verso servizi legali, medici, educativi e di protezione dell’infanzia. I volontari sul campo stanno contribuendo a garantire che l’assistenza raggiunga chi ne ha più bisogno. Finora, più di 20.000 persone rientrate in Siria hanno ricevuto sostegno nelle province di tutto il paese.

Molte famiglie che tornano descrivono un misto di difficoltà e incertezza. Come mi ha detto qualche giorno fa un padre siriano fuggito dal Libano dopo pesanti bombardamenti, sono tornati in Siria – il loro paese d’origine – dopo aver subito tante sofferenze. Ora sperano solo che la situazione qui sia migliore. Dobbiamo restare al loro fianco per aiutarli a sostenere il loro ritorno e la loro reintegrazione, come abbiamo fatto per sostenere gli oltre 3 milioni di siriani – rifugiati e sfollati interni – che sono tornati volontariamente a casa dal dicembre 2024.

L'UNHCR continuerà a rafforzare l'assistenza e la protezione man mano che aumentano le necessità, lavorando a stretto contatto con le autorità e i partner per sostenere le persone che ora stanno tornando a casa in condizioni difficili. Tuttavia, la nostra operazione dell'UNHCR in Siria è finanziata per meno del 30% rispetto ai quasi 324 milioni di dollari necessari nel 2026, e chiediamo un sostegno urgente.

Consulta qui il portale dati dell’UNHCR sulla situazione in Medio Oriente per gli ultimi dati sulle persone in fuga