L’Alto Commissario dell’UNHCR Salih invoca una maggiore solidarietà internazionale per la Siria in un momento cruciale per il ritorno di rifugiati e sfollati e la ripresa del Paese
L’Alto Commissario dell’UNHCR Salih invoca una maggiore solidarietà internazionale per la Siria in un momento cruciale per il ritorno di rifugiati e sfollati e la ripresa del Paese
Oltre 3 milioni di siriani rientrati dall’estero o da altre aree del Paese dal dicembre 2024
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Barham Salih, ha invitato oggi la Comunità internazionale a rafforzare rapidamente il sostegno al popolo siriano, sottolineando che il Paese si trova a un punto di svolta decisivo, mentre un numero crescente di rifugiati e sfollati interni fa ritorno alle proprie comunità dopo anni di conflitto.
Concludendo una visita di una settimana in Siria, Salih ha esortato governi, attori umanitari e per lo sviluppo, e istituzioni finanziarie internazionali a trasformare il crescente slancio dei ritorni in un sostegno concreto alla ripresa, ai mezzi di sussistenza, alle infrastrutture e ai servizi di base, continuando al tempo stesso a rispondere ai significativi bisogni umanitari ancora presenti nl Paese.
«La Siria si trova a un punto di svolta storico», ha dichiarato. «Dallo scorso dicembre 2024, oltre 3 milioni di siriani sono rientrati dall’estero o da altre aree del Paese, dimostrando la loro determinazione a ricostruire il proprio futuro. Una ripresa di questa portata rappresenta una sfida enorme e la Siria non può affrontarla da sola. La Comunità internazionale deve intervenire, e deve farlo rapidamente. In caso contrario, si rischia di perdere un’opportunità storica per sostenere la ricostruzione del Paese e contribuire alla stabilità della regione.»
La visita ha riaffermato l’impegno dell’UNHCR a favore della Siria mentre il Paese procede da anni di sfollamento verso una fase di ripresa, reintegrazione e stabilizzazione. Durante le tappe a Damasco e nei governatorati di Idlib e Aleppo, l’Alto Commissario ha incontrato rappresentanti del Governo, famiglie sfollate, rimpatriati e comunità locali per osservare da vicino i progressi compiuti e le sfide ancora da affrontare.
A Damasco, Salih ha incontrato il Presidente Ahmad Al-Sharaa, il Ministro degli Affari Esteri e i membri del Comitato interministeriale incaricato di promuovere la visione governativa “Niente tende, niente campi”.
«Una Siria pacifica e inclusiva costituisce il fondamento di una ripresa sostenibile», ha affermato Salih. «I siriani sono determinati a ricostruire il proprio Paese. La Comunità internazionale deve dimostrare la stessa determinazione attraverso un sostegno costante e duraturo.»
L’UNHCR collabora strettamente con le autorità siriane, le agenzie delle Nazioni Unite e i partner dello sviluppo per rispondere ai bisogni umanitari immediati e creare le condizioni per un ritorno sostenibile. Il sostegno comprende la riabilitazione degli alloggi, il ripristino dei servizi di base, l’accesso alla documentazione civile e legale, l’assistenza in materia di alloggio, terra e proprietà, programmi per i mezzi di sussistenza e assistenza in denaro. L’UNHCR è inoltre impegnato in un dialogo con la Banca Mondiale per sostenere le priorità nazionali della Siria.
A Damasco, Salih ha incontrato famiglie recentemente rientrate dai Paesi vicini, che hanno raccontato come l’accesso alla documentazione civile, compresi i certificati di nascita, stia consentendo ai bambini di iscriversi a scuola, ricevere vaccinazioni ed esercitare i propri diritti fondamentali. Nel campo di Al-Hijra, a Idlib, le famiglie sfollate hanno spiegato che la distruzione delle abitazioni e la mancanza di servizi essenziali nelle località di origine impediscono ancora il loro ritorno. A Maaret Al-Numan, nel governatorato di Idlib, l’Alto Commissario ha visitato un ufficio catastale ristrutturato con il sostegno dell’UNHCR, che consente alle persone di accedere agli atti relativi a terreni e proprietà, e di esercitare i propri diritti.
Mentre circa 5,5 milioni di persone restano sfollate all’interno del Paese e quasi 4 milioni di rifugiati siriani si trovano ancora in Turchia, Libano, Giordania, Iraq ed Egitto, l’UNHCR ha ribadito il proprio impegno a sostenere i governi ospitanti nella protezione dei rifugiati e a garantire che ogni ritorno avvenga su base volontaria, in condizioni di sicurezza e dignità, continuando al contempo a investire all’interno della Siria per sostenere coloro che scelgono di rientrare.