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La Giordania rilascia un numero record di permessi di lavoro ai rifugiati siriani 

La Giordania rilascia un numero record di permessi di lavoro ai rifugiati siriani 

La Giordania rilascia un numero record di permessi di lavoro ai rifugiati siriani Il paese è in prima linea nello sforzo globale per dare sia ai rifugiati che alle comunità ospitanti l'accesso a un lavoro dignitoso. L'UNHCR, l'Agenzia ONU per i rifugiati, ha accolto oggi con favore i grandi passi avanti messi in atto dalla Giordania per includere i rifugiati siriani nel mercato del lavoro. Secondo le cifre…
25 Gennaio 2022

Il rifugiato siriano Nizar (a destra), 25 anni, cerca lavoro nei cantieri edili vicino a casa sua ad Amman, in Giordania. © © UNHCR/Lilly Carlisle

Il paese è in prima linea nello sforzo globale per dare sia ai rifugiati che alle comunità ospitanti l'accesso a un lavoro dignitoso.

L'UNHCR, l'Agenzia ONU per i rifugiati, ha accolto oggi con favore i grandi passi avanti messi in atto dalla Giordania per includere i rifugiati siriani nel mercato del lavoro. Secondo le cifre pubblicate dal governo e dall'UNHCR, nel 2021 è stato rilasciato ai siriani un numero record di 62.000 permessi di lavoro. Si tratta del numero annuale più alto da quando sono stati introdotti i permessi di lavoro per i rifugiati siriani.

I rifugiati siriani sono stati autorizzati a lavorare in diversi settori dell'economia giordana dal 2016, dopo che la comunità internazionale ha messo a disposizione finanziamenti e ampliato le facilitazioni commerciali nell'ambito del Jordan Compact, un'iniziativa per migliorare l'accesso all'istruzione e al lavoro legale per i siriani costretti a fuggire dalle proprie case.

"I rifugiati possono svolgere un ruolo significativo nell'economia giordana, e così dovrebbero fare", ha detto il rappresentante dell'UNHCR in Giordania, Dominik Bartsch. "Permettere ai rifugiati di lavorare riduce anche la necessità di aiuti umanitari, come i sussidi in denaro, che possono essere destinati ai rifugiati più vulnerabili".

La Giordania ospita 760.000 rifugiati e richiedenti asilo registrati presso l'UNHCR. Di questi, circa 670.000 provengono dalla Siria, rendendo la Giordania il paese che, dopo il Libano, ospita il maggior numero di rifugiati siriani pro capite a livello globale. I 62.000 permessi di lavoro rilasciati includono 31.000 permessi flessibili - un altro record - che permettono ai rifugiati di spostarsi tra lavori simili nello stesso settore, così come tra datori di lavoro e governatorati. L'UNHCR in Giordania lavora a stretto contatto con la Federazione generale dei sindacati giordani per informare i siriani sulle opportunità a disposizione.

L'iniziativa pone la Giordania in prima linea negli sforzi globali per dare sia ai rifugiati che alle comunità ospitanti l'accesso a un lavoro dignitoso, come promosso dal Global Compact sui Rifugiati (GCR). Un recente rapporto dell'UNHCR sui progressi degli indicatori del GCR ha rilevato come molti rifugiati non abbiano ancora accesso a un lavoro dignitoso. A livello globale, solo il 38% dei rifugiati vive in paesi con accesso illimitato al lavoro formale, compresi i lavori salariati o il lavoro autonomo.

"Anche nei paesi con leggi che permettono ai rifugiati di lavorare, trovare un lavoro è spesso molto difficile, specialmente con gli alti tassi di disoccupazione dei paesi ospitanti", ha detto Ayman Gharaibeh, direttore regionale dell'UNHCR per il Medio Oriente e il Nord Africa. "L'impatto devastante del COVID-19 sulle economie ospitanti è un altro ostacolo per i rifugiati che cercano di accedere al mercato del lavoro. Un maggiore sostegno ai paesi ospitanti è fondamentale per aiutare le economie a riprendersi, e questo renderebbe più facile per i rifugiati lavorare".

"Se viene data loro una possibilità", ha aggiunto, “i rifugiati possono portare innovazione, affidabilità, reti regionali e know-how tecnico sul posto di lavoro e dare contributi significativi a livello locale".

In precedenza, i rifugiati siriani in Giordania erano per lo più autorizzati a lavorare solo in agricoltura, edilizia e nel settore manifatturiero. L'anno scorso, ad alcuni sono state concesse esenzioni per lavorare in altri settori, come ad esempio nel settore sanitario per aiutare a combattere il COVID. Poi, dal luglio 2021, i rifugiati siriani hanno potuto ottenere permessi di lavoro in tutti i settori aperti ai non giordani. Questo significa che ora possono lavorare nei servizi e nelle vendite, nell'artigianato, come qualificati lavoratori agricoli, forestali e della pesca, come operai di impianti e macchine e nelle industrie di base.

Mentre la Giordania si riprende dalla pandemia, l'UNHCR si impegna a continuare a lavorare con i suoi partner e le autorità per aumentare le opportunità di lavoro sia per i rifugiati che per i giordani. "Vista la necessità pressante di sostenere la ripresa economica della Giordania dal COVID, è bello vedere più rifugiati che mai in grado di contribuire", ha aggiunto Bartsch.

Nonostante questo, permangono sfide importanti. Con un tasso di disoccupazione al 23% in Giordania, molti rifugiati in possesso di permessi di lavoro lottano ancora per trovare lavoro e sostenere le loro famiglie. E solo i rifugiati siriani in Giordania sono legalmente autorizzati a lavorare. Quelli provenienti da altri paesi, tra cui Iraq, Yemen, Sudan e Somalia, non sono in grado di richiedere i permessi. L'UNHCR in Giordania sta chiedendo che anche ad essi venga data la possibilità di lavorare.

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