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Camminare insieme

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Camminare insieme

Quando l’incontro tra due persone diventa un cammino reciproco di scoperta e libertà. La storia di Anna e Saied, legati dal progetto Community Matching.
22 ottobre 2025
Anna e Sayed del progetto Community Matching

È un pomeriggio tiepido sul litorale laziale. Saied arriva con uno sguardo gentile ma risoluto, le spalle ben dritte. Accanto a lui c’è Anna, una donna con i capelli color argento e una stretta di mano solida. La differenza d’età tra i due si nota subito, ma si salutano con una complicità che oltrepassa le generazioni.

Camminiamo verso la spiaggia, e Saied inizia a raccontarsi. Alla domanda “Cosa ti piace dell’Italia?”, la risposta arriva senza esitazione: “Mi piace che qui posso andare ovunque, nel campo rifugiati in Bangladesh non potevo”.

Quella libertà di movimento, dice, è una sensazione nuova e preziosa. Non a caso, una delle cose che gli piace di più fare con Anna è “girare altre zone”.
Ascoltandolo, ci si accorge di quanto la libertà di muoversi – uscire di casa, scegliere una strada, prendere un treno – sia qualcosa che spesso diamo per scontato. Per Saied, invece, è un’esperienza ancora piena di stupore: un segno concreto di autonomia e dignità ritrovata.

Saied ha trent’anni ed è originario del Myanmar, l’antica Birmania. Appartiene all’etnia Rohingya, tra le più perseguitate al mondo, ospitata in gran parte nei campi rifugiati del Bangladesh. Da lì è partito, attraversando l’India, la penisola arabica, l’Africa orientale e la Libia, fino a trovare finalmente rifugio in Italia.

Mentre il ragazzo parla, Anna lo ascolta con ammirazione. Ogni tanto annuisce, come se riconoscesse in lui una forza che la colpisce. “Saied è una persona veramente tenace. Se penso solo a quanti Paesi ha attraversato per venire fino a qui. Dopo sei mesi che era in Italia, già lavorava e aveva cambiato due lavori. È giovane, quindi di un’altra generazione rispetto a me, ma questo non ci ha impedito di creare un legame”, racconta sorridendo.

Anna ha cinquant’anni e ha conosciuto Saied grazie al progetto Community Matching creato dall’UNCHR insieme ai partner Refugees Welcome Italia e Ciac onlus con il supporto dei fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. “Ho sempre fatto tanto volontariato,” spiega. “Ma non mi aspettavo di poter ancora imparare qualcosa, arrivata a questa età.”

Sul progetto aggiunge: “Non mi sono mai sentita sola, c’è un accompagnamento costante. Questo per me è stato molto importante.”

La conversazione prosegue in un mix di italiano, inglese e, grazie a un’app di traduzione, bengali. Saied, arrivato in Italia da circa un anno e mezzo, lavora in un ristorante e sta familiarizzando con la lingua italiana. In questo percorso, il rapporto con Anna è stato fondamentale: “Prima non parlavo italiano, non conoscevo i luoghi. Con Anna parlo italiano, mi mostra le cose”, ripete più volte nel corso del pomeriggio.

Ed è proprio questo il cuore del progetto Community Matching: creare relazioni capaci di rompere le barriere linguistiche e culturali, per combattere solitudine e isolamento. “Lui è determinato ma piuttosto solitario,” aggiunge Anna.

Per lei, il volontariato è una parte essenziale della vita. Nelle sue parole si intrecciano il desiderio di restituire e quello di trasmettere valori. Anna racconta che spesso riflette su quale tipo di persona voglia essere e che esempio desideri dare a suo figlio, su come insegnargli empatia e apertura verso gli altri. “Mi chiedo sempre,” dice, “come mi voglio porre al prossimo, come vorrei che mio figlio si comportasse, che livello di empatia assumesse. Non quella empatia che ti viene dalla pietà, ma quella che nasce dalla convinzione che è giusto fare una cosa del genere. Soprattutto perché mio figlio vive in una società che non lo aiuta a essere empatico e aperto all’altro, anzi, il contrario.”

Il sole comincia a calare sul mare. Saied ci saluta con un sorriso, con la speranza e la determinazione di potersi ricongiungere presto con la sua famiglia, in Italia. La libertà che sognava ora ha anche il volto di un’amicizia.

Per sapere come partecipare al progetto Community Matching CLICCA QUI.