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Iryna psicologa in prima linea

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Iryna psicologa in prima linea

Il 10 ottobre è la Giornata Mondiale della Salute Mentale. Il sostegno psicosociale per le persone colpite da guerre e persecuzioni è vitale. In Ucraina, attraverso attività che vanno dalla consulenza individuale alle attività di gruppo, l'UNHCR e le ONG partner aiutano le persone a ritrovare stabilità e speranza nonostante i continui bombardamenti.
10 Ottobre 2025
Iryna fornisce assistenza agli sfollati in un centro di transito a Voloske, nella regione di Dnipropetrovsk.

Iryna fornisce assistenza agli sfollati in un centro di transito a Voloske, nella regione di Dnipropetrovsk.

Per Iryna, la guerra è iniziata 11 anni fa, nel 2014, quando ha dovuto abbandonare la sua casa nella città di Donetsk e trasferirsi in un'altra zona della regione di Donetsk rimasta sotto il controllo dell'Ucraina. Nel febbraio 2022, l'invasione su larga scala da parte della Russia dell'Ucraina, l'ha costretta a fuggire nuovamente per salvarsi la vita, questa volta stabilendosi nella città di Dnipro, che è diventata un punto di riferimento del sostegno umanitario per migliaia di persone sfollate dalle zone del fronte.

Iryna, laureata in psicologia, ha scelto di agire invece di abbandonarsi alla disperazione. È entrata a far parte dell'ONG Proliska, partner dell'UNHCR, dove ora sostiene le persone che portano con sè quelle cicatrici invisibili della guerra, le profonde ferite sulla loro salute mentale.

"Sono stata sfollata due volte, so esattamente cosa si prova a perdere qualcosa quando si è costretti a partire. Possiamo aiutare noi stessi e riprenderci solo quando aiutiamo gli altri. Si diventa uguali e ci si capisce. Io capisco loro e loro capiscono me, questo aiuta le persone ad aprirsi", spiega Iryna. Il suo lavoro spesso richiede di visitare comunità vicine alla linea del fronte o di incontrare persone fortemente sotto shock acuto subito dopo gli attacchi aerei, che si sono notevolmente intensificati in Ucraina negli ultimi mesi. Come parte del team di Proliska, e insieme ad altri specialisti che forniscono assistenza in quei luoghi dove avvengono gli attacchi, Iryna aiuta le persone a trovare la forza e il significato per andare avanti.
Shock, disperazione, dolore, paura, notti insonni o torpore emotivo: queste sono solo alcune delle condizioni a cui Iryna assiste quotidianamente.

Un ragazzo che ha incontrato aveva trascorso quattro giorni in un seminterrato con i suoi genitori, senza mai uscire a causa dei bombardamenti.
“Sono sopravvissuti mangiando sottaceti e bevendo acqua”, racconta Iryna. “Quando il ragazzo è finalmente uscito, balbettava, era pallido e tremava. Non riusciva a parlare molto, ma disegnava. Ha disegnato la scala che hanno usato per scendere nel seminterrato e ciò che ha provato lì. Continuo a lavorare con lui e i suoi genitori. Il nostro compito è incoraggiarli ad andare avanti e fornire loro gli strumenti necessari affinché sappiano cosa fare ora”.

Spesso sono i bambini a cercarla per primi, afferrandole le mani o abbracciandola quando arriva.

“Desiderano il sostegno che i loro genitori non sono in grado di fornire in quel momento, perché anche loro sono sconvolti e spaventati”, afferma. “Aiutiamo sia i genitori tanto quanto i bambini, mostrando loro tecniche di respirazione o semplici esercizi affinché tutta la famiglia possa andare avanti insieme”.

Gli anziani affrontano sfide diverse. Molti sono soli, perché i loro figli sono andati all'estero, e alcuni sono rimasti nelle loro case vicino alla linea del fronte fino a quando evacuare è diventato inevitabile.

“Evacuare non significa solo cambiare luogo di residenza. È un terribile punto di svolta emotivo. Il nostro ruolo è quello di aiutare le persone non solo a superare la perdita della loro casa, ma anche a ritrovare se stesse nel presente e ad andare avanti”.


L'ONU stima che circa 10 milioni di persone in Ucraina necessitino di sostegno psicologico, dato che la guerra su vasta scala sta ormai entrando nel suo quarto anno.

Dall'inizio dell'invasione, l'UNHCR, in collaborazione con sei ONG nazionali partner, ha fornito assistenza psicosociale a oltre 300.000 persone, anche subito dopo gli attacchi o in seguito alle evacuazioni.


"I nostri team psicosociali lavorano con migliaia di persone ogni mese. Incontriamo le persone nei centri di transito, sugli autobus che li portano in luoghi sicuri, nei centri comunitari. La metà dei nostri interventi consiste in consulenze individuali, mentre l'altra metà in sessioni di gruppo o familiari, compreso il sostegno tra pari e attività artistiche per bambini e adulti", afferma Mariia Vlasenko, assistente responsabile per la salute mentale e per il sostegno psicosociale dell'UNHCR Ucraina, e spiega inoltre: “Il sostegno psicosociale non è mai isolato, ma è collegato al nostro più ampio lavoro di protezione, che comprende assistenza legale, assistenza sociale e invio a servizi specializzati. Le esigenze delle persone colpite dalla guerra sono complesse e interconnesse, e il nostro approccio è quello di aiutare le persone a riprendersi e a ricostruire le loro vite”.

Nonostante la costante incertezza e il pericolo, Iryna di Proliska continua il suo lavoro con tranquilla determinazione. Ogni piccolo segno di recupero è per lei un promemoria del potere della resilienza umana.

“Il valore più grande del mio lavoro non è solo aiutare ‘qui e ora’. Ciò che mi scalda il cuore è quando, dopo i bombardamenti o dopo averle fatte evacuare, incontro di nuovo queste persone - per strada o in una nuova città. Mi riconoscono, mi vengono incontro, mi chiamano, mi raccontano come va la loro vita. E questo mi scalda il cuore più di ogni altra cosa”.