Sfidando la gravità e le circostanze, l’ex rifugiata siriana Maya Ghazal spicca il volo
Sfidando la gravità e le circostanze, l’ex rifugiata siriana Maya Ghazal spicca il volo
Maya Ghazal, Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNHCR, è diventata la prima donna siriana al mondo, rifugiata, a ottenere la licenza di pilota di linea, ricevendo ufficialmente il suo brevetto per pilotare i Boeing 737 come secondo ufficiale.
La cerimonia, tenutasi presso il museo Aerospace Bristol, ha coinciso con il decimo anniversario dell’arrivo di Maya nel Regno Unito come rifugiata quando era ancora adolescente. Cresciuta a Damasco, ha raccontato che non avrebbe mai immaginato di come si sarebbe evoluta la sua vita.
“In Siria avevo un’infanzia normale,” ha spiegato. “Avevo una famiglia numerosa, tanti amici, amavo la mia casa ed ero orgogliosa del mio Paese. Poi è arrivata la guerra. Ho dovuto cambiare scuola tre volte perché venivano bombardate.”
Sapendo che la famiglia era in pericolo, il padre di Maya ha intrapreso un viaggio verso l'Europa, ottenendo poi lo status di rifugiato nel Regno Unito, permettendo così a Maya, sua madre e i suoi fratelli minori di raggiungerlo tramite un programma di ricongiungimento familiare.
“Quando sono arrivata nel Regno Unito, molte scuole mi hanno rifiutata perché non sapevano come gestire i miei certificati scolastici siriani. La noia e la solitudine di stare chiusa in casa tutto il giorno mi terrorizzavano, e sentivo che il mio futuro andare in fumo. Ma finalmente, dopo mesi, sono riuscita a entrare in un college. Un giorno, mentre ero con mia madre vicino all’aeroporto di Heathrow, sono rimasta affascinata dagli aerei che decollavano e atterravano. Volevo solo sedermi e guardarli tutto il giorno. È stato allora che ho deciso di voler diventare pilota.”
Diventare pilota è un percorso impegnativo e competitivo per qualsiasi giovane, e solo il 5% dei piloti nel mondo sono donne.
“Ancora una volta mi dissero: ‘Non puoi farlo’. Ma volevo dimostrare che si sbagliavano!”
Maya ha perseverato, ha imparato l’inglese e si è laureata in ingegneria aeronautica. Nel 2023 è stata selezionata per partecipare al programma intensivo di addestramento per cadetti della durata di 19 mesi della compagnia TUI Airline.
“La resilienza è fondamentale per diventare pilota,” ha detto. “Ci sono state difficoltà, ma è una vera gioia essere in cabina di pilotaggio. Il momento in cui hai il controllo dell’aereo significa che hai il controllo del percorso che stai seguendo.”
Durante la cerimonia, nel grande hangar che ospita l’ultimo Concorde ad aver volato, il Capitano Paul Hurst di TUI ha elogiato i cadetti con emozione e orgoglio.
“Volevamo che il nostro programma fosse accessibile a chiunque, da qualsiasi contesto, per aprire la possibilità all’aviazione britannica di includere persone come Maya, che altrimenti non avrebbero avuto un’opportunità,” ha detto Hurst. “Siamo assolutamente orgogliosi di poterlo fare.”
Ora Maya è ufficialmente secondo ufficiale e copilota, e sta già trasportando passeggeri verso destinazioni estive in Europa.
“Alla fine potrà diventare comandante,” ha aggiunto Boland. “Avrà una carriera meravigliosa con TUI Airline, e non vediamo l’ora di seguirne i progressi.”
La famiglia di Maya era presente alla cerimonia, felice di assistere al suo traguardo. Con le lacrime agli occhi, sua madre Rimah Darkachli ha riflettuto sul significato di quel momento:
“Quando ho visto Maya diplomarsi e ricevere il certificato, mi sono tornati in mente tutti e dieci gli anni passati. Venendo dalla Siria, non avrei mai immaginato che tutto questo fosse possibile. Non è stato un percorso facile, ma sono così orgogliosa e grata per tutto ciò che ha realizzato”.
Nominata Ambasciatrice di Buona Volontà dell’UNHCR nel 2021, Maya ha usato la sua voce per anni per promuovere percorsi regolari e sicuri e l’accesso all’istruzione per i rifugiati. Vede le sue ali come un simbolo di speranza e un promemoria per continuare a sollevare gli altri.
“Il mio messaggio a tutte le giovani rifugiate è: non lasciate che la guerra vi tarpi le ali. Sfidate ogni difficoltà, ogni stereotipo. Aiutate le altre donne lungo il cammino. E non dimenticate di sognare. Perché davvero, il limite è il cielo”.