UNHCR logo
  • Dona ora
UNHCR logo
  • Ricerca
  • Italia
  • Menu

Seleziona una lingua per il nostro sito globale:

English Français Español عربي
Seleziona un paese:
  • Dona ora
  • Refworld
  • Mediterranean situation
  • Lavora con noi
  • Procurement

Condividi

Facebook X Telegram
  • Chi siamo
    • Storia
    • Governance
    • Alto Commissario
    • Rappresentante UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino
    • Chi è al nostro fianco
    • Contatti
  • Cosa facciamo
    • Protezione
    • Riduzione dell’apolidia
    • Soluzioni durevoli
    • Istruzione
    • Partenariati
    • La nostra voce per i rifugiati
    • Global Compact sui Rifugiati
    • Ambiente, calamità naturali e cambiamenti climatici
    • Consultazioni con rifugiati, richiedenti asilo e apolidi
    • La nostra lotta contro molestie, sfruttamento e abusi sessuali
  • Chi aiutiamo
    • Apolidi
    • Richiedenti Asilo
    • Rifugiati
    • Rimpatriati
    • Sfollati interni
  • Emergenze
    • Afghanistan
    • Myanmar
    • Corno d’Africa
    • Siria
    • Sudan
    • Ucraina
    • Yemen
  • Risorse
    • Carta di Roma
    • Insegnare il tema dei rifugiati
    • Documenti e pubblicazioni
    • Statistiche
    • Richiedi il patrocinio
  • Notizie & storie
    • Notizie
    • Comunicati stampa
    • Contatti Media
    • Storie
  • Sostienici
Cerca su UNHCR
Chiudi la ricerca
 
  • Home

Bisogno disperato di assistenza per i rifugiati eritrei nei campi rimasti isolati a causa del conflitto nel Tigray

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha potuto nuovamente accedere a due campi nel Tigray dove ha trovato i rifugiati eritrei disperatamente bisognosi di beni e servizi due mesi dopo che il conflitto ha costretto gli operatori umanitari a ritirarsi dalla regione.

19 Gen 2021

Bambini giocano in strada nel campo rifugiati di Adi Harush. © UNHCR/Chris Melzer

L’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha potuto nuovamente accedere a due campi nel Tigray dove ha trovato i rifugiati eritrei disperatamente bisognosi di beni e servizi due mesi dopo che il conflitto ha costretto gli operatori umanitari a ritirarsi dalla regione.

L’UNHCR ha guidato la prima missione umanitaria nei campi rifugiati di Mai Aini e Adi Harush dall’inizio del conflitto a novembre, dopo aver ottenuto il permesso di accesso una tantum dalle autorità etiopi per condurre una valutazione dei bisogni.

La valutazione, che si è conclusa la settimana scorsa, ha evidenziato la necessità di assistenza urgente per le decine di migliaia di rifugiati eritrei nel nord dell’Etiopia. I rifugiati sono stati tagliati fuori da qualsiasi fornitura e servizio per più di due mesi. I pozzi non funzionavano in assenza di carburante per le pompe – costringendo i rifugiati ad usare l’acqua di un torrente vicino per lavarsi, cucinare e bere, con conseguenti malattie come la diarrea.

L’unica assistenza che i rifugiati hanno ricevuto dall’inizio del conflitto è stata una distribuzione di cibo una tantum condotta dal Programma Alimentare Mondiale (PAM/WFP) quasi un mese fa. Una seconda distribuzione è in fase di pianificazione.

Per fortuna, i team dell’UNHCR hanno scoperto che sia nel campo di Mai Aini che in quello di Adi Harush, gli edifici e le strutture sono rimasti intatti, comprese le case dei rifugiati, le scuole e le cliniche, con pochi danni riportati.

Tuttavia, i rifugiati hanno riferito al nostro staff che, pur non essendo stati colpiti direttamente dai combattimenti, sono stati minacciati e attaccati da vari gruppi armati. I rifugiati ci hanno detto che continuano a essere preoccupati per la loro sicurezza, riferendo che bande armate vagano di notte per i campi rubando e saccheggiando.

L’UNHCR sta lavorando con il governo e i partner per ristabilire una presenza regolare nei campi ed organizzare una risposta sulla base delle informazioni raccolte. Abbiamo chiesto al governo di rafforzare la sicurezza in entrambi i campi.

Più a nord, nel Tigray, non abbiamo accesso ai campi rifugiati di Shimelba e Hitsats da novembre. Come evidenziato nella dichiarazione dell’Alto Commissario della scorsa settimana, continuiamo a ricevere segnalazioni di danni significativi in quei campi e molti rifugiati sono fuggiti in cerca di sicurezza e di cibo. Siamo profondamente preoccupati per loro.

Circa 5.000 rifugiati eritrei si sono diretti verso la città di Shire e vivono in condizioni disastrose, molti dormono in un campo aperto alla periferia della città, senza acqua e senza cibo.

L’UNHCR ribadisce l’appello dell’ONU per un accesso completo e senza impedimenti a tutti i rifugiati nella regione del Tigray e rimane impegnato a lavorare con il governo etiope per cercare insieme soluzioni. Sottolineiamo ancora una volta che sono necessarie azioni rapide per ripristinare un accesso sicuro per salvare migliaia di vite a rischio.

Per informazioni:

  • A Nairobi, Dana Hughes, [email protected], +254 733 440 536
  • In Etiopia, Chris Melzer, [email protected] +251 97 819 9207
  • A Ginevra, Babar Baloch, [email protected], +41 79 513 9549
  • A New York, Kathryn Mahoney, [email protected], +1 347 443 7646

Dona ora

 

Condividi su Facebook Condividi su Twitter

 

Vedi anche

I rifugiati che tornano e trovano conforto nella propria casa nonostante la distruzione in Siria meridionale

Potere ai sogni: il percorso accademico di Bernice da rifugiata a laureata è ispirazione per tutte le donne rifugiate

Apolidia, UNHCR: Sono circa 3.000 le persone apolidi o a rischio di apolidia nel nostro Paese

  • Chi siamo
  • Cosa facciamo
  • Comunicati stampa
  • Sostienici

© UNHCR 2001-2025

  • FAQ
  • Fai una donazione
  • Lavora con noi
  • Dona con Paypal
  • Procurement
  • Copyright, termini e condizioni di utilizzo
  • Privacy policy
  • Cookie policy
  • C.F. 80233930587
  • Manage Cookie Settings
  • Seguici