Integrarsi per iniziare una nuova vita

L’integrazione, un percorso complesso

L’integrazione locale è un processo graduale, complesso perché investe diversi ambiti: economico, legale, sociale, culturale. Un percorso che richiede tempo e anche molto impegno, sia alla persona sia alla società che lo accoglie.
In molti casi l’acquisizione della nazionalità del Paese d’asilo costituisce solo il culmine di questo processo.
Ma quanti sono i rifugiati che ogni anno diventano parte della comunità e cittadini del Paese d’asilo? Non è semplice rispondere a questa domanda, in effetti. Diversi Paesi nelle statistiche sulle naturalizzazioni non distinguono i rifugiati dalle altre persone provenienti da Paesi terzi che acquisiscono la cittadinanza con questa modalità. Diventa difficile, quindi, partire dal numero di rifugiati naturalizzati per misurare e analizzare l’integrazione a livello locale. Per questo i dati relativi ad un determinato periodo non sono un vero parametro dell’integrazione locale, anche se possono dare un’idea della portata del fenomeno.

Come indicato  nel rapporto UNHCR Global Trends 2019, nel corso del 2019 25 Paesi hanno segnalato almeno un rifugiato naturalizzato. Il totale di rifugiati naturalizzati ha toccato le 55.000 persone, rispetto a 62.600 segnalate nel 2018.

Nell’ultimo decennio, sulla base delle statistiche disponibili, quasi 322.400 rifugiati provenienti da 185 Paesi sono stati naturalizzati in 65 Paesi. Il numero di Paesi che riportano almeno un rifugiato naturalizzato sono passati da 31 nel 2010 a 25 nel 2019. Tuttavia, il numero di rifugiati naturalizzati in termini assoluti è aumentato di quasi cinque volte, passando da 11.600 nel 2010 a 55.000 nel 2019.

Integrazione in Italia, un punto critico del sistema

In Italia l’integrazione è una delle criticità principali del sistema di asilo. Per questo lavoriamo con attori governativi e non-governativi per migliorare le opportunità di inclusione dei rifugiati nelle comunità che li ospitano e per combattere la xenofobia.
Per raggiungere l’obiettivo, collaboriamo con il Ministero dell’Istruzione, il Ministero del Lavoro e altri partner per realizzare progetti di sensibilizzazione e di integrazione dei rifugiati nel tessuto socio-economico delle comunità.

Qualche esempio? Con il Ministero dell’Istruzione e altri partner abbiamo creato il sito interattivo Viaggi da Imparare, rivolto a docenti e studenti. Uno spunto per parlare a scuola di accoglienza, integrazione, solidarietà internazionale partendo da mappe e numeri.

In collaborazione con realtà del mondo economico abbiamo promosso il progetto “Welcome. Working for refugee integration”, che riconosce un logo speciale alle aziende che più si distinguono nel favorire l’inserimento professionale dei rifugiati.