La Carta Per L'Integrazione
La Carta Per L'Integrazione
Elaborata insieme all’UNHCR, la Carta per l'integrazione dei rifugiati è stata redatta e sottoscritta nel 2022 da sei grandi Città italiane (Bari, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino).
Hanno poi aderito alla Carta le città di Genova, Bologna, Ravenna, Padova, Brescia, Settimo Torinese, Perugia, Reggio Emilia, Parma, Fidenza, Taranto, Bergamo, Osio Sotto e Levate.
La Carta mira a potenziare la collaborazione fra le città sull’integrazione delle persone beneficiarie di protezione internazionale, favorendo lo scambio di pratiche, esperienze, strumenti e sviluppando i servizi già disponibili sui territori.
I Comuni sono in prima linea nell’accoglienza e nell’integrazione dei rifugiati. Garantendo l’accesso ai servizi locali, all’istruzione e alle opportunità di lavoro, favoriscono la piena inclusione sociale, gettando le basi per la costruzione di un futuro migliore per i rifugiati. Sono agenti cruciali, incubatori di innovazione e buone pratiche a sostegno dell’integrazione e, come tali, partner chiave dell’UNHCR.
Sottoscrivendo la Carta per l’integrazione, i Comuni aderenti evidenziano come l’inclusione dei rifugiati sui loro territori rappresenti un fattore di arricchimento e sviluppo armonico, un valore basilare su cui investire energie e sforzi collettivi.
In occasione della City to City visit, incontro annuale dei Comuni della Carta per l’Integrazione, viene pubblicato un Report:
Possono aderire alla Carta per l’Integrazione tutti i Comuni italiani.
Nel 2024 UNHCR e ANCI - Associazione Nazionale Comuni Italiani hanno firmato un protocollo di intesa per il rafforzamento del SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione e per la promozione dell’adesione dei Comuni italiani alla Carta per l’integrazione delle persone rifugiate.
Per informazioni e adesioni scrivi a: [email protected]
Per scaricare la Carta per l’Integrazione, clicca QUI
Le attività della rete della Carta per l'Integrazione fanno parte del progetto "FAre SIstema: reti per l’Inclusione (FA.SI)" finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027 e realizzato in partenariato con la Direzione generale per le politiche migratorie e per l’Inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.