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RDC, UNHCR: 33.000 rifugiati tornano a casa in un mese dal Burundi. Necessario un sostegno urgente

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RDC, UNHCR: 33.000 rifugiati tornano a casa in un mese dal Burundi. Necessario un sostegno urgente

Questo è un riassunto delle dichiarazioni rese da Ali Mahamat, responsabile della sottosezione dell’UNHCR a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo – a cui possono essere attribuite le citazioni riportate – durante la conferenza stampa tenutasi oggi al Palais des Nations di Ginevra.
24 marzo 2026
Democratic Republic of Congo. Thousands of Congolese refugees make their way home from Burundi

Più di 33.000 rifugiati congolesi sono tornati spontaneamente dal Burundi nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo (RDC) nel giro di un mese, in seguito alla riapertura del confine il 23 febbraio. L’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, chiede un sostegno internazionale urgente per garantire che i ritorni avvengano in condizioni di sicurezza, dignità e sostenibilità.

La maggior parte delle persone che rientrano attraversa il valico di frontiera di Kavimvira, vicino a Uvira, nella provincia del Kivu del Sud. Erano fuggiti in Burundi nel dicembre 2025, quando i combattimenti tra le Forze Armate della Repubblica Democratica del Congo (FARDC) e il gruppo armato M23 avevano costretto migliaia di persone a fuggire da Uvira e dalle zone circostanti. A seguito della recente stabilizzazione della situazione a Uvira e della riapertura del confine, alcuni rifugiati hanno espresso il desiderio di tornare a casa. I ritorni sono stati accelerati anche dalla grave carenza di fondi per la risposta in Burundi, che ha ridotto i livelli di assistenza e ha portato molti rifugiati a tornare a casa in un clima di continua incertezza.

Circa il 30% di chi torna viveva nel campo profughi di Busuma in Burundi, dove la carenza di fondi comporta sovraffollamento e risorse limitate in termini di acqua, servizi igienico-sanitari, medicinali e alloggi, nonostante gli sforzi delle autorità, dell’UNHCR e dei partner. Quasi 4.500 persone rimangono nei centri di transito in attesa di essere trasferite a Busuma. Al 23 marzo 2026, il Burundi continua ad ospitare circa 109.000 rifugiati congolesi, di cui circa 67.000 a Busuma.

Le condizioni in molte aree di ritorno nella RDC rimangono fragili, con gravi necessità umanitarie. Le prime valutazioni dell’UNHCR a Uvira e Fizi mostrano che le famiglie arrivano con pochi averi e hanno urgente bisogno di alloggi, articoli domestici di base, assistenza sanitaria e accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari. Molti sono tornati trovando le loro case distrutte e i loro averi saccheggiati, il che li ha lasciati in profonda disperazione e incapaci di riprendere una vita normale senza un sostegno sostanziale.

L'UNHCR e i suoi partner stanno intensificando il monitoraggio della protezione e l'assistenza umanitaria d'urgenza, in stretta collaborazione con le autorità nazionali e provinciali. Sono stati inviati team ai valichi di frontiera e nelle zone di ritorno per monitorare i rischi e identificare le persone vulnerabili. A Uvira e Fizi stiamo fornendo teloni di emergenza, coperte, sapone e servizi di protezione. Stiamo inoltre distribuendo pasti caldi a chi rientra, oltre a svolgere attività di registrazione e screening, in stretta collaborazione con le controparti governative.

L'UNHCR ribadisce che le decisioni dei rifugiati di tornare devono essere rispettate e che tutti i ritorni devono rimanere volontari, sicuri e dignitosi. Sebbene i recenti movimenti di ritorno riflettano la speranza di stabilità e l'impatto della carenza di fondi, non dovrebbero esporre le famiglie a nuovi rischi. È essenziale rafforzare la sicurezza, i servizi di base e il sostegno alle comunità ospitanti nelle zone di ritorno.

La risposta dell’UNHCR ai bisogni dei rifugiati, di ci rientra e degli sfollati interni nella RDC è attualmente finanziata al 34%, a fronte di un fabbisogno totale di 145 milioni di dollari, mentre il sostegno dell’UNHCR ai rifugiati congolesi in Burundi è finanziato solo al 20%. Sono urgentemente necessari ulteriori finanziamenti per sostenere i bisogni vitali di queste famiglie, sia di quelle che sono tornate a casa sia di quelle che rimangono sfollate.

Il B-Roll è disponibile qui