Prevenire la violenza, aiutare le vittime

Numeri allarmanti sulle violenze, contro le donne e non solo

Fra le persone che arrivano in Italia dalla rotta del Mediterraneo centrale, con la Libia come principale Paese di partenza, rileviamo costantemente un alto numero di uomini, donne, bambini e bambine sopravvissuti ad eventi estremamente traumatici – comprese le violenze sessuali e di genere – avvenuti nel Paese di origine, nel Paese di transito e durante il viaggio.
E i riscontri degli ultimi anni delineano una situazione preoccupante.

La frequenza di casi di violenza sessuale e di genere riportati dalle persone arrivate in Italia, via mare e via terra, è molto allarmante. La maggior parte delle donne e delle ragazze che arrivano via mare sono sopravvissute a SGBV, fra cui violenze sessuali e stupri.
Le violenze si verificano principalmente in Libia, riferiscono le donne, ma anche durante la traversata in mare avvengono molestie sessuali.

È particolarmente preoccupante anche l’aumento del numero di minori vittime di tratta.

Un altro fenomeno riscontrato di frequente è il cosiddetto “survival sex”: le persone in fuga si vedono costrette ad offrire prestazioni sessuali per sopravvivere, inclusi i bambini non accompagnati. L’abbiamo rilevato in diverse valutazioni sulla protezione dei minori, ad esempio quella condotta su ampia scala nel settembre del 2016.

Anche fra uomini e ragazzi si registra un numero sempre crescente di sopravvissuti a violenza sessuale e di genere, anche se nella maggior parte dei casi le violenze rimangono sommerse e non vengono riportate.

Cosa facciamo in Italia contro le violenze: la strategia UNHCR

L’Italia rappresenta sia un Paese di transito verso altri Paesi europei, sia un Paese d’asilo in cui le persone che rientrano nel mandato UNHCR risiedono stabilmente. Qui rifugiati, titolari di forme complementari di protezione internazionale, apolidi e beneficiari dei programmi di reinsediamento costruiscono le basi per un futuro più sicuro, lontano da violenze e persecuzioni.

Queste persone sono esposte a molteplici rischi di subire violenza sessuale e di genere.

Per questo abbiamo definito una strategia triennale (2017 – 2019) mirata alla prevenzione della violenza, all’accesso effettivo ai servizi di tutela per le vittime, all’ampliamento delle prospettive di un’integrazione sicura per quanti rientrano nel mandato UNHCR e si trovano in condizioni di rischio in Italia.

La strategia definisce il nostro approccio a prevenzione e risposta alla SGBV in Italia, con una serie di principi guida e obiettivi in linea con l’UNHCR’s Global SGBV Strategy, la strategia globale sulla violenza sessuale e di genere dell’UNHCR.

La finalità complessiva della strategia è ridurre i rischi e attenuare le conseguenze della violenza sessuale e di genere subita da donne, uomini, bambini e bambine.
Gli strumenti sono un meccanismo coordinato di risposta e un accesso paritario e non discriminatorio ai servizi disponibili per i cittadini.
L’approccio è multisettoriale e mette al centro la persona sopravvissuta alle violenze.

Questa finalità si dispiega in una serie di obiettivi strategici, improntati a dare risposte
tempestive e concrete alle persone.

  • Potenziare il coordinamento, la governance e i partenariati in materia di prevenzione e risposta alla SGBV.
  • Potenziare i meccanismi di risposta alla violenza sessuale e di genere: individuazione efficace, risposta multisettoriale, invio qualificato ai servizi delle persone sopravvissute a SGBV. Questo in ogni fase: durante il soccorso, l’accoglienza, la procedura d’asilo, i processi per la realizzazione di soluzioni durature.
  • Rafforzare le misure di prevenzione della violenza sessuale e di genere durante le operazioni di soccorso, agli sbarchi, nelle strutture d’accoglienza, durante la procedura d’asilo e i processi per la realizzazione di soluzioni durature.
  • Rafforzare le misure di protezione e prevenzione a favore delle (potenziali) vittime di tratta di esseri umani.
  • Potenziare l’approccio integrato e trasversale (mainstreaming) alle misure di prevenzione e risposta alla violenza sessuale e di genere.
  • Massimizzare il coinvolgimento delle comunità e adottare un approccio partecipativo che coinvolga le persone in modo attento a età, genere e diversità.

 

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