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Repubblica Democratica del Congo

Repubblica Democratica del Congo

Il 7 febbraio 2024, sono scoppiati violenti scontri nella città di Sake, nella Repubblica Democratica del Congo, riaccendendo il conflitto tra le forze governative e i gruppi armati non statali nel Nord Kivu. Nel giro di poche settimane, oltre 300.000 persone sono state costrette a fuggire verso la città di Goma e le aree circostanti, mentre altri 85.000 sfollati hanno cercato rifugio nella zona di Minova, nel Sud Kivu, sovraccaricando sia i siti di sfollamento spontanei che quelli ufficiali. Entro luglio, il conflitto ha causato lo sfollamento di altri 1,3 milioni di persone all'interno del Paese.

Durante tutto il 2024, i gruppi armati hanno intensificato gli attacchi contro i civili, con omicidi, rapimenti e distruzioni di abitazioni. Uno sviluppo particolarmente critico nel conflitto del Nord Kivu è stata l'introduzione di bombardamenti aerei, con proiettili caduti indiscriminatamente su scuole, centri sanitari e siti di sfollati protetti, causando gravi perdite tra i civili e nuovi esodi di massa. La violenza intercomunitaria, le inondazioni e le epidemie hanno ulteriormente aggravato la situazione, aumentando la sofferenza e i bisogni umanitari.

Alla fine del 2024, oltre 24 milioni di persone - pari al 21 per cento della popolazione della RDC - avevano bisogno di assistenza umanitaria. Con almeno 8 milioni di congolesi sfollati, di cui 7 milioni all'interno del Paese e più di 1,1 milioni di rifugiati nei Paesi vicini, la RDC rimane la seconda più grande crisi di sfollamento interno in Africa, dopo il Sudan.

Le popolazioni sfollate affrontano sfide enormi, tra cui:

  • Ripari inadeguati e sovraffollamento nei campi di accoglienza.
  • Carenza di servizi igienici e sanitari, aumentando il rischio di malattie.
  • Opportunità di sostentamento limitate, aggravando l’insicurezza alimentare e la vulnerabilità economica.

L’UNHCR, insieme ai suoi partner, ha fornito assistenza umanitaria essenziale alle popolazioni colpite dal conflitto nel Nord e Sud Kivu, concentrandosi su ripari, beni di prima necessità e protezione.

Interventi di assistenza umanitaria e protezione:

  • Costruzione e riabilitazione di rifugi per più di 95.000 persone.
  • Distribuzione di beni di prima necessità (zanzariere, coperte, pentole) a 45.000 persone.
  • Consegna di kit per l’igiene femminile a 16.800 donne e ragazze.

Le attività di monitoraggio della protezione hanno registrato 215.000 violazioni dei diritti umani contro i civili nell’est del Paese. Le informazioni raccolte sono state fondamentali per coordinare la risposta umanitaria e per sensibilizzare la comunità internazionale sulla crisi in corso, da Kinshasa a New York.

Sostegno economico e servizi di emergenza

  • Oltre 3.000 famiglie hanno ricevuto assistenza in denaro, permettendo loro di rispondere ai bisogni più urgenti.
  • Il sostegno economico è stato utilizzato anche per garantire accesso a cure mediche e supporto psicologico per sopravvissute a violenze di genere.
  • Più di 34.700 donne e ragazze hanno ricevuto servizi di gestione dei casi di violenza di genere.